Il nuovo regolamento della Formula Uno non aveva riscosso molto successo tra i piloti. Nel corso del periodo dei test, così come dopo i GP di Shanghai e Melbourne, in molti hanno lamentato una certa “distanza concettuale” tra le corse di oggi e quelle del passato. I motivi sono tanti, a cominciare ovviamente dal rapporto 50-50 tra la combustione interna ed energia elettrica – ma tutte le info più tecniche le trovate qui. L’obiettivo del Circus era quello di aumentare i sorpassi, l’incertezza e quindi lo spettacolo per gli spettatori sulle piste e in tv, anche a costo di cambiare per sempre l’essenza delle gare. Ecco, secondo Lewis Hamilton quell’obiettivo è stato raggiunto. Il pilota della Ferrari, alla vigilia del weekend del GP di Suzuka, ha detto che «la Formula Uno di oggi è molto più divertente rispetto al passato».
Sono dichiarazioni forti, considerando la ricezione e i giudizi che si sono letti e sentiti dopo l’inizio della stagione. Anche perché poi Hamilton ha chiarito meglio il concetto: «È così che dovrebbero essere le corse, sorpassi e controsorpassi, avanti e indietro. La battaglia che ho avuto con Leclerc in Cina è stata la migliore dal 2014 a oggi». A chi ha parlato di corse yo-yo, di Formula Uno che adesso ricorda il kart, il pilota della Ferrari ha risposto in modo netto: «Nessuno ha mai parlato delle corse di kart come corse yo-yo. Anzi, secondo me è il miglior formato possibile per una gara automobilistica, e la Formula Uno non lo era da molto tempo. Per quanto mi riguarda, ci sono cose che non mi piacciono, ci mancherebbe, ma di tutte le auto che ho guidato negli ultimi vent’anni questa è l’unica con cui puoi andare ad alta velocità senza perdere aderenza. È un’auto più leggera, più agile e quindi più divertente da guidare».
Insomma, si può dire: a Hamilton piace il nuovo regolamento, piace nuova era della Formula Uno. Lo ha detto in maniera chiara: «Nel complesso, credo che si tratti di qualcosa di entusiasmante per il nostro sport, soprattutto perché è un momento in cui siamo all’apice della fama e della spettacolarità. Adesso serve soltanto che tutte le squadre siano vicine tra loro a livello di prestazioni, che le distanze diventino meno ampie. Così avremo ancora più duelli, gare ancora più incerte». In fondo, che piaccia o meno, la Formula Uno voleva ottenere – e diventare – esattamente questo.