In Arabia Saudita è già iniziata la corsa per accaparrarsi Momo Salah, e sarebbe un’operazione praticamente perfetta per rilanciare l’intero progetto

Il fuoriclasse egiziano sarebbe il volto perfetto per la Saudi Pro League, a livello sportivo ma anche politico, culturale e persino religioso.
di Redazione Undici 26 Marzo 2026 alle 02:42

Momo Salah avrebbe dovuto giocare con il Liverpool fino al 2027, o almeno questa era la data riportata in calce all’estensione/rinnovo contrattuale dello scorso anno. Le cose, però, sono andate e andranno diversamente: l’attaccante egiziano ha annunciato il suo addio ai Reds per la fine di questa stagione, quindi adesso è inevitabile chiedersi quale sarà la sua prossima squadra. Le speculazioni della primavera 2025 andavano (quasi) tutte in direzione dell’Arabia Saudita, secondo molti giornali Salah avrebbe rifiutato una cifra fuori da ogni logica – 575 milioni di euro, ovviamente spalmati su più anni – pur di restare ad Anfield Road. Ora che, di fatto, parliamo di un giocatore libero sul mercato, il trasferimento in Saudi Pro League sembra di nuovo l’ipotesi più probabile. Per tanti motivi, tutti molto importanti.

Il primo riguarda il necessario ricambio generazionale, anche tra le stelle riconosciute e quindi più mature: dopo la grande “infornata” dell’estate 2023, i club sauditi – soprattutto quelli gestiti dal fondo PIF, più ricchi e più attrattivi: Al-Hilal, Al-Ittihad, Al-Nassr e Al-Ahli – hanno cambiato la loro strategia di reclutamento, cioè hanno concentrato le loro attenzioni su giocatori più giovani. Per dirla in poche parole: non ci sono stati più colpi alla Cristiano Ronaldo, alla Neymar, alla Benzema, ecc. Ecco perché l’arrivo di Salah darebbe un nuovo impulso, un nuovo boost, al progetto: dimostrerebbe che i club della Saudi Pro League sono ancora in grado di sedurre giocatori di primissimo livello, fuoriclasse e icone globali. Nel caso specifico, poi, si tratta di un giocatore di 34 anni, ancora in piena efficienza fisica e che garantirebbe almeno due o tre stagioni vere al suo nuovo club.

Quest’ultimo punto va letto e interpretato anche in funzione di Cristiano Ronaldo. Per quanto il fuoriclasse portoghese sia un cyborg unico e insostituibile, nonché ancora decisivo in un contesto come quello della Saudi Pro League, resta un uomo di 41 anni. Compiuti. Di conseguenza, diventa obbligatorio iniziare a pensare a un futuro prossimo – sempre più prossimo, viene da dire– senza di lui. Salah, in questo senso, potrebbe essere una risposta valida: va bene, l’attaccante egiziano non ha avuto e non avrà mai lo stesso impatto di CR7, ma è comunque la personalità sportiva più importante del mondo arabo. È un discorso commerciale, naturalmente, ma anche politico e persino religioso: Salah è la massima espressione calcistica di quella precisa area del mondo, è un musulmano cresciuto in Egitto e non in un Paese occidentale, come per esempio Benzema, e già in passato la fede e la cultura dell’Arabia Saudita hanno spinto altri giocatori ad accettare il trasferimento in Saudi Pro League – lo stesso Benzema l’ha dichiarato in modo chiaro e inequivocabile dopo la firma con l’Al-Ittihad.

In virtù di tutto questo, è inevitabile pensare che sia già partita la gara per accaparrarsi Salah. In lizza ci sono tutti i club gestiti dal fondo PIF, ma secondo il Guardian anche l’Al-Qadsiah sarebbe iscritta ala corsa. Del resto parliamo di una società posseduta e gestita da Aramco, una delle più grandi società petrolifere del mondo, e che quindi non ha problemi di budget. In realtà, come succede sempre quando si parla di Arabia Saudita e Saudi Pro League, il club esatto in cui si trasferisce un determinato calciatore diventa secondario: la cosa più significativa sta nelle motivazioni e – naturalmente – nelle cifre dell’affare, e nel caso di Salah si tratterebbe di un’operazione gigantesca, di una mossa perfetta per consolidare e anche – perché no? – per rilanciare un progetto che sembra essersi un po’ appannato dopo i primi anni. Forse il senso ultimo, e anche quello più importante, di questa prospettiva di mercato sta esattamente in questo punto.

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