La NFL ha iniziato a investire seriamente in Italia, ed è una cosa importantissima (e non solo a livello commerciale)

Intervista a Chris R. Vaccaro, dirigente italoamericano nel settore dei media e dello sport, secondo cui questa nuova partnership ha delle potenzialità enormi. Per l'Italia, naturalmente, ma anche per la lega di football e per gli USA.
di Redazione Undici 02 Aprile 2026 alle 13:33

L’eliminazione dell’Italia dai Mondiali di calcio, la terza consecutiva, ha finito per fagocitare tutte le altre notizie sportive della settimana. Poche ore prima della sconfitta degli Azzurri a Zenica, però, il nostro Paese ha di fatto accolto un investimento enorme, e dal grande significato, da parte della NFL: la lega di football americano ha infatti espanso il suo Global Markets Program (GMP) all’Italia, attraverso l’assegnazione dei diritti commerciali dei Cleveland Browns e dei New Orleans Saints, due delle 32 franchigie iscritte al campionato.

Ma in cosa consiste, esattamente, questo investimento? Per rispondere a questa domanda, bisogna necessariamente partire dall’essenza stessa del GMP, lanciato nel 2022 per «costruire la consapevolezza del marchio NF e la tifoseria a livello globale attraverso il coinvolgimento dei fan, eventi, opportunità commerciali e lo sviluppo del programma NFL Flag». Dal punto di vista tecnico e procedurale, i vari mercati stranieri vengono assegnati su richiesta diretta delle franchigie (tutte ne hanno almeno uno). E al omento la lista comprende Messico, Regno Unito, Spagna, Nigeria, Argentina, Emirati Arabi Uniti.

Insomma, la NFL si era già espansa e si sta espandendo in tutto il mondo. È per questo che l’arrivo in Italia dei Cleveland Browns e dei New Orleans Saints – e quindi della lega in senso stretto – è una notizia enorme. Perché enorme è l’impatto potenziale di questa operazione. Lo ha spiegato in modo chiaro, e con parole molto significative, Chris R. Vaccaro, dirigente italoamericano nel settore dei media e dello sport, docente a Long Island, New York: «La NFL ha fatto un passo chiaro e deliberato verso la costruzione di qualcosa di duraturo in Italia. Possiamo dire che la lega sia pronta a fare suo questo mercato. Un mercato che, per altro, non è più emergente: le infrastrutture si stanno sviluppando e il pubblico è pronto».

In questo senso, il ruolo e la crescita della IFL (acronimo di Italian Football League) sono fondamentali: «La lega italiana ta entrando in una nuova fase sotto la guida un ex giocatore della NFL, Justin Pugh. Secondo cui l’obiettivo principale è uno sviluppo armonico. Il fatto che sia arrivato anche l’investimento della NFL non può essere un caso: quando si combinano una leadership esperta con operazioni dal respiro globale, si crea un allineamento assoluto. Ed è lì che inizia il vero progresso».

Ma, di fatto, a cosa porterà questo investimento? L’Italia ospiterà delle partite NFL come succede già da diversi anni in altri Paesi europei? Secondo Vaccaro, «il Global Markets Program della NFL è importante perché affonda le radici in una visione a lungo termine. Non si tratta semplicemente di esportare un match di regular season, il loro concetto di espansione va decisamente oltre: si tratta di costruire una base di tifosi, far crescere gli atleti e radicare lo sport all’interno delle comunità». Lungo questo processo, come anticipato, anche l’esplosione del flag football – una versione “light” del football americano, senza contatti fisici violenti e con la finestra su Los Angeles 2028, dove diventerà sport olimpico – avrà un peso significativo. Anzi, secondo Vaccaro «la spinta della NFL in direzione del flag football potrebbe rivelarsi, a breve, l’elemento più d’impatto di tutta questa strategia. Si tratta di uno sport che riduce le barriere, che riguarda potenziali giocatori di ogni sesso e fascia d’età, crea un punto d’ingresso che sembra raggiungibile. Il flag football non è solo uno strumento di sviluppo: è un portale. Trasforma la curiosità in partecipazione e la partecipazione in una passione che dura tutta la vita. Per i giovani atleti in Italia, questo cambia tutto. Crea un percorso visibile e rende lo sport reale».

In uno scenario del genere, quindi, l’eventuale partita da giocare in uno stadio italiano diventa solo una delle tante iniziative in programma. Ne è convinto anche Vaccaro, secondo cui la scelta di due franchigie come Cleveland e New Orleans non è per niente casuale: «Non è difficile immaginare un futuro in cui squadre come i Saints o i Browns scendano in campo in Italia, magari a Milano, davanti a una folla che non si sente solo curiosa, ma connessa. Questo è l’obiettivo: non la semplice visibilità, ma la connessione. E a proposito di Cleveland e New Orleans, entrambe le città vantano straordinarie comunità legate all’eredità italo-americana. Dopotutto oggi lo sport globale è definito dall’accesso e dallo storytelling. Il pubblico è più vicino che mai e i confini culturali sono più fluidi. L’Italia, in particolare, sta vivendo un’ondata di orgoglio e visibilità sulla scena sportiva internazionale. Il World Baseball Classic ne è stato la prova: ha mostrato cosa succede quando a una nazione vengono offerti sia una piattaforma che uno scopo».

E allora si possono utilizzare parole grosse, anche a livello culturale e politico, non solo sportivo: «Siamo testimoni», dice Vaccaro, «delle prime fasi di una profonda relazione sportiva transatlantica, costruita non solo sulle partite, ma su identità, opportunità e visione condivise. Il baseball ha aperto la porta e il football la sta attraversando ora con determinazione. L’opportunità che attende l’Italia è chiara, ma anche per gli Stati Uniti è una grande occasione».

>

Leggi anche

Altri sport
Michael Jordan si è ritirato nel 2003, eppure nel 2025 è stato lo sportivo più pagato al mondo
His Airness guida la classifica davanti a Tiger Woods e Cristiano Ronaldo, a dimostrazione che il suo nome resta una leggenda senza tempo (e oltre il denaro).
di Redazione Undici
Altri sport
Sono arrivate le prime offerte per NBA Europe, alcune anche di un miliardo di dollari
Lo scrive The Athletic, citando direttamente fonti NBA. E i numeri vanno oltre ogni aspettativa.
di Redazione Undici
Altri sport
La NBA si aspetta di guadagnare circa 20 miliardi di dollari dall’espansione (a Seattle e a Las Vegas) e dal lancio della nuova lega in Europa
Numeri che vincerebbero qualunque scetticismo degli stakeholder, e infatti adesso la lega procede spedita verso il doppio salto dimensionale.
di Redazione Undici
Altri sport
La macchinetta del caffè usata dall’Italia al World Baseball Classic è stata venduta all’asta per 16mila dollari
La cifra ricavata, raggiunta dopo ben 307 offerte, sarà devoluta in beneficenza.
di Redazione Undici