Gli spalti erano già pieni quando João Fonseca è entrato sul Campo dei Principi del Monte Carlo Country Club, anche se erano le quattro del pomeriggio del lunedì di Pasquetta. Il suo avversario era il canadese Gabriel Diallo, numero 42 del ranking ATP, eppure la partita si è chiusa velocemente con il punteggio di 6-2 6-3: in meno di due ore di gioco, Fonseca ha imposto il suo tennis ad alto ritmo e ha salvato tre palle break su quattro, convertendone cinque su otto. Al di là di ciò che è successo in campo, non è certo la prima volta che ci ritroviamo a parlare di “Fonseca Mania”. Ma il fatto che sia scoppiata anche a Monte Carlo, per la prima volta, significa tanto. Anche perché Il supporto della torcida, il pubblico brasiliano che lo segue ovunque lui giochi, ha contagiato ancora una volta il resto delle persone presente sugli spalti, creando un’atmosfera che, di fatto, si ripete in maniera puntuale quando in campo c’è João.
Ad attenderlo a bordo campo dopo la vittoria contro Diallo c’era anche il pilota brasiliano di Formula Uno, Gabriel Bortoleto, che dopo essersi congratulato ha aggiunto: «Ero così teso mentre giocavi!». Ma il vero “Fonsequismo”, l’ossessione per questo ragazzo dal talento splendente e coinvolgente, si è manifestato compiutamente quando Fonseca ha varcato la soglia del campo ed è uscito in mare aperto. Il giovane brasiliano è stato letteralmente assalito dalla folla, che tentava in ogni modo di strappargli un autografo o un selfie. I buttafuori tentavano – con scarsi risultati – di farsi spazio tra la gente, mentre Fonseca afferrava i pennarelli che gli arrivavano da un pubblico in delirio. Quasi tenendo gli occhi chiusi, il brasiliano firmava le palline davanti a lui, con il sorriso di chi è felice ma – bisogna dirlo – anche un po’ spaventato. Adulti, giovani, persino i bambini sulle spalle dei genitori urlavano a Joao «Siamo brasiliani, il Brasile ti ama!».
Questa mania per Fonseca è sorprendente, anche perché il tennista brasiliano ha vissuto un 2026 assolutamente non paragonabile alla straordinaria ascesa che aveva caratterizzato lo scorso anno. Il rallentamento è legato a un infortunio alla schiena, ma non solo: Fonseca è uscito al primo turno dell’Australian Open contro Eliot Spizzirri; all’ATP 250 di Buenos Aires è stato eliminato da Alejandro Tabilo al secondo turno; anche a Miami è andata cos, ma a sconfiggerlo è stato Carlitos Alcaraz. Le speranze dei suoi tifosi però si sono riaccese a Indian Wells, dove il brasiliano ha giocato un grande ottavo di finale contro Jannik Sinner, perso in due tie-break – ma il numero 2 del mondo è stato prodigo di complimenti per il suo avversario.
A pensarci bene, forse il “Fonsequismo” nasce proprio da questo: Joao Fonseca può giocare alla pari con i primi tennisti del mondo, quindi è già seguito e amato come se fosse uno di loro. Ma Sinner e Alcaraz non sono diventati i due giocatori più forti del mondo sfidandosi soltanto tra di loro, prima hanno battuto anche tutti gli altri. Attualmente il brasiliano occupa la posizione numero 40 del ranking ATP ed è lontano dal suo best ranking di n.24 raggiunto alla fine del 2025. Al prossimo turno c’è Arthur Rinderknech, numero 27 della classifica mondiale e vincitore del match di primo turno contro Karen Khachanov (7-5 6-2). I due non si sono mai sfidati prima, ma nonostante la classifica ATP, Fonseca parte come netto favorito. All’esordio nel Principato, è davvero tanta roba.