A volte cambiare non fa bene, ma benissimo. C’è stato un momento della stagione, tra ottobre e novembre, in cui a Southampton hanno temuto il destino del Luton Town, che nelle ultime due stagioni ha fatto un doppio salto all’indietro, passando direttamente dalla Premier League alla League One con due retrocessioni di fila. Forse è per questo che, quando in autunno si sono ritrovati al 20esimo posto in Championship, quindi in piena lotta per non scendere in League One, i dirigenti dei Saints sono spaventati parecchio. E così è arrivato l’esonero di Will Still, che pure arrivava da un buon campionato a Lens, per affidare la panchina a Tonda Eckert.
Inizialmente il tecnico tedesco è stato scelto ad interim, dopotutto era sulla panchina dell’Under 21 ed era giusto immaginare che potesse guidare lui il classico periodo di transizione in attesa che arrivasse un nuovo manager a tempo pieno. E invece Eckert ha cominciato alla grande, vincendo tutte le prime quattro partite, allungando poi la serie di successi a sei delle prime sette, superando anche delle big come Birmingham City, Leicester e West Brom. E non è tutto: in 26 partite complessive, ovviamente nel frattempo è arrivata la nomina deinitiva a manager, Eckert ha portato la sua squadra fuori dalla relegation zone e poi li ha spinti fino a lottare per i playoff; come se non bastasse, il Southampton ha battuto l’Arsenal nei quarti di finale di FA Cup e ha conquistato l’accesso alla Final Four del trofeo, che come da tradizione si svolgerà a Wembley. All’orizzonte, quindi, c’è la possibilità di riscrivere la storia del club. Con una promozione e con la possibilità concreta di giocare la finale di Coppa, un traguardo che manca dal 2003 – nella bacheca dei Saints c’è solo un’edizione del torneo, quella del 1976: anche allora erano in seconda divisione.
Insomma, l’impatto di Eckert sul Southampton è uno dei più fragorosi nella stagione del calcio inglese. E il bello è che stiamo parlando di un allenatore che ha soltanto 33 anni ed è al suo primo incarico vero, dopo che per tre stagioni ha rivestito il ruolo di tecnico in seconda al Genoa. Non è tutto: la sua intera carriera si è sviluppata lontano dai riflettori, in modo assolutamente anticonvenzionale. Parliamo infatti di un match analyst che a 21 anni faceva già parte dello staff tecnico di Joachim Löw, ct della Germania campione del Mondo nel 2014. Dopo quell’esperienza, Eckert ha lavorato come assistente tecnico nei settori giovanili di club importanti come Colonia, Salisburgo, Lipsia e Bayern Monaco, prima di approdare nel calcio professionistico con esperienze al Barnsley e al Genoa tra il 2022 e il 2025.
In Italia, durante la sua esperienza in rossoblu come vice di Blessin, Gilardino e Vieira, Eckert ha seguito anche il corso a Coverciano. E l’ha fatto da primo della classe: «Ho voluto fortemente quell’esperienza», ha detto alla Gazzetta dello Sport. «Non è scontato che uno straniero possa fare il corso Uefa PRO, ma la Federazione e il Genoa, nella persona di Diodato Abagnara, sono stati davvero gentili con me. È stato bello, c’erano anche Alessandro Del Piero, tanti ex giocatori e qualche giovane allenatore. Renzo Ulivieri, con tutta la sua esperienza, riesce a darti tanto, soprattutto nella tattica e nel modo di difendere. Io avevo fatto tutte le licenze in Germania, è stato bello capire come si può parlare di calcio in maniera diversa» Il nostro Paese gli ha quindi trasmesso la passione per il calcio, ma anche «il modo di viverla».