Sono passati dieci anni da quando Colin Kaepernick, di fatto, ha inventato il gesto di protesta antirazziale più famoso dei nostri tempi: inginocchiarsi durante l’inno americano. E sono passati anche dall’ultima partita di Kaepernick in NFL: da allora, l’ex quarterback dei San Francisco 49ers non è più riuscito a trovare un ingaggio nella lega. Questo anniversario rotondo è sembrsta l’occasione giusta, a Kaepernick e al suo entourage, per raccontare la sua storia in un’autobiografia. L’opera si intitolerà The Perilous Fight, sarà edita dal gruppo francese Hachette per Legacy Lit Books e sarà disponibile nelle librerie americane a partire dal prossimo 15 settembre.
In un comunicato ufficiale, lo stesso Kaepernick ha raccontato i motivi che lo hanno spinto a inginocchiarsi ormai dieci anni fa mentre tutto lo stadio intonava “The Star Spangld Banner” (l’inno americano): «La gente ha visto il momento. Ma non gli anni che lo hanno reso possibile: le domande su chi fossi; le ingiustizie che non potevo più ignorare, le voci di coloro che mi hanno preceduto e che ho portato in quello stadio». Un atto di protesta che ha profondamente diviso l’opinione pubblica americana, tra chi l’ha visto come un’azione necessaria per fare luce sui diritti degli afroamericani e chi l’ha considerato invece un gesto offensivo nei confronti della storia del Paese: «Quel percorso», continua, «era l’apice di un ragazzo nero alla ricerca di un’identità. Il fatto di essermi inginocchiato, quindi, non è stato un gesto improvviso».
Il libro ripercorrerà le vicende più significative della carriera di Kaepernick. Ma non solo: come ha ammesso la stessa casa editrice all’Associated Press, sarà anche una sorta di manifesto sulla lotta al razzismo. L’ex quarterback, d’altronde, è diventato uno degli attivisti più importanti degli USA e quindi del mondo, ben oltre il mondo dello sport. «Non ho intenzione di alzarmi in piedi per mostrare orgoglio per una bandiera di un Paese che opprime i neri e le persone di colore», aveva detto Kaepernick dieci anni fa, al termine della partita in cui era cominciata la sua protesta. Da allora è iniziata una battaglia politica e di civiltà che dura ancora oggi. E che proseguirà con l’uscita di un libro inevitabilmente destinato a far discutere.