Per chi ama il tennis, per chi lo ama davvero, il Rolex Monte-Carlo Masters è il torneo di categoria ATP 1000 che vale davvero la pena provare, almeno una volta nella vita. Non c’è un altro torneo di questa categoria, dove partecipano i migliori giocatori del mondo, capace di regalare al suo pubblico un’esperienza così autentica. I motivi sono diversi: le dimensioni del circolo, con solamente tre campi a disposizione per i match ufficiali; la durata del torneo, che raccoglie tutti i match in una settimana; il fatto che non si giochi nelle ore serali; il contatto con i giocatori, che per spostarsi da una zona all’altra del circolo passano spesso nelle stradine aperte al pubblico; l’assenza di effetti speciali.
Al Monte-Carlo Country Club non c’è bisogno di scenografie esagerate, né di musiche assordanti per alimentare uno spettacolo naturale dove il protagonista è il tennis, puro e semplice, come lo conosciamo da sempre. Incastonato nella roccia, tra il mare e la montagna, questo piccolo angolo di paradiso del tennis sembra il set di un film anni Settanta, ma ancora in grado, dopo 119 edizioni, di accontentare chiunque. A cominciare dai giocatori, che nel 2007 si opposero al declassamento del torneo voluto dall’ATP, e che decidono quasi sempre di partecipare, nonostante oggi non siano neppure obbligati a giocarlo.
Dicono che è un test, un modo per capire quale sarà il loro livello per la stagione sulla terra battuta. La verità è che molti di loro, come Sinner, Zverev o Medvedev, giocano in casa, vivendo a pochi passi dal circolo. Il programma del torneo, dove i match iniziano alle 11 del mattino e finiscono sempre con il calar del sole, gli permette di regalarsi una cena a casa o una passeggiata sul lungomare. Matteo Berrettini, il giorno in cui ha rifilato il doppio bagel a Daniil Medvedev, al secondo turno del torneo, è stato visto poche ore dopo mentre faceva shopping sotto casa sua, con la fidanzata Vanessa Bellini.
Ma veniamo al fascino unico del torneo, dove molti ospiti arrivano a bordo delle loro macchine sportive, di ogni genere e colore. L’entrata numero 1 è sicuramente la migliore per godere subito di una vista che non ha eguali nel mondo. Il colpo d’occhio degli spalti sul campo Rainier III, che ospita circa 10mila persone, è incorniciato dal mare della Costa Azzurra con i suoi yatch di lusso ancorati al largo, è la prima cosa che ti fa capire di essere in un posto magico. Per andare verso i campi di allenamento si passa davanti ai tavoli della terrazza che affacciano sul campo centrale, apparecchiati ogni mattina con cura dai numerosi camerieri in divisa, mentre il circolo inizia a riempirsi.
Sotto i campi di allenamento, il pubblico viene diviso tra i due villaggi storici: quello aperto a tutti, con un bar centrale e gli stand dei numerosi sponsor ai lati, e il famoso villaggio VIP. Quest’ultimo affaccia sui due campi secondari: il Campo dei Principi e il campo Elizabeth-Ann de Massy, luoghi talmente intimi che chi siede nelle prime file, ha la sensazione di essere in campo con i giocatori. Nel villaggio VIP arrivano ospiti di un certo prestigio: ex giocatori, personaggi famosi, stilisti, cantanti e persino i giocatori stessi. Attorno ai ristoranti del VIP Village, durante l’ora del pranzo, c’è sempre una band che suona musica dal vivo. È un luogo allegro e raffinato, capace di incuriosire il pubblico del Masters di Monte-Carlo che, nelle ore più affollate, si apposta fuori dalla transenna sperando di vedere il proprio idolo sedersi a pranzo.
Scendendo le scale che portano verso i campi secondari, si respira invece un’aria molto diversa: l’odore dei popcorn, mischiato a quello dei toast e delle birre, ti riporta alla normalità di un luogo dove la mattina presto arrivano pullman carichi di semplici appassionati. Adulti e bambini camminano su e giù dalle scale del Country Club con le palline da tennis in mano e i loro zaini sono carichi di panini e borracce piene d’acqua.
Ma qual è l’ingrediente segreto in questo piccolo paradiso del tennis? Forse il fatto che tutto sia rimasto uguale a cinquanta o sessant’anni fa. Il Country Club è un posto comodo, raffinato, autentico, dove il popolo si mischia con la famiglia reale e i suoi ospiti. Non c’è un dress code obbligatorio ma a tutti viene voglia di vestirsi bene. O, almeno, di provarci. Anche chi sembra essersi vestito in modo casual, senza impegno, sa perfettamente cosa ha scelto di indossare per partecipare al torneo che porta il nome dello sponsor più glamour nel tennis. L’energia di questo torneo è elettrica, contagiosa e crea dipendenza. Mentre sali le scale che conducono all’uscita, sai già che tornerai e che, quando lo farai, sarai felice.