Adesso anche Lionel Messi è proprietario di un club: l’UE Cornellà, che milita nella quinta divisione spagnola

Il fuoriclasse argentino si unisce a un club sempre più affollato: quello dei calciatori famosi che hanno investito in un club già prima di ritirarsi.
di Redazione Undici 16 Aprile 2026 alle 17:56

Era solo questione di tempo, bastava solo aspettare. E il momento è arrivato: Lionel Messi è diventato ufficialmente proprietario di un club calcistico. Si tratta dell’UE Corrnellà, che rappresenta il comune catalano di Cornellà de Llobregat (92mila abitanti secondo l’ultimo censimento) e attualmente disputa il campionato di Tercera Federación, la quinta divisione della piramide calcistica spagnola. Il sito ufficiale della società, fondata nel 1951 e che dal 2015 al 2024 ha militato nella terza divisione, ha annunciato la chiusura del deal con un comunicato ufficiale in cui viene specificato come questa nuova avventura «consolidi i legami del fuoriclasse argentino con la comunità di Barcellona e della Catalogna, legandolo a una delle squadre con maggior tradizione nel calcio catalano e a livello nazionale, soprattutto per il suo solido settore giovanile».

Queste parole non sono un’esagerazione: il Cornellà, nella sua storia, ha accolto e allevato giocatori come David Raya (l’attuale portiere dell’Arsenal), Jordi Alba, Gerard Martín, Keita Baldé e tanti altri. E l’obiettivo dichiarato di Messi sarà proprio quello di alimentare la grande tradizione giovanile del club: nella nota ufficiale del Cornellà si legge che «il progetto di Messi si basa su una visione a lungo termine e su un piano strategico che coniuga ambizione, sostenibilità e un forte legame con le proprie radici locali».

Nel comunicato non viene specificata la quantità di quote acquisite da Messi, che in ogni caso si unisce a un club davvero affollato: quello dei giocatori famosi che hanno deciso di investire in società calcistiche – molto spesso anche prima di annunciare il loro ritiro. In questo senso, basti pensare ai casi di Cristiano Ronaldo (che qualche settimana fa è diventato comproprietario dell’Almería), a Luka Modric (investitore dello Swansea), a Gerard Piqué (presidente dell’Andorra FC), a Kylian Mbappé (azionista di maggioranza del Caen), a Ronaldo il Fenomeno (che ha guidato il Cruzeiro e il Real Valladolid), a Vinícius Júnior (comproprietario dell’Alverca) e a tanti altri ancora. Fino ad arrivare ovviamente a David Beckham, ovvero uno dei proprietari dell’Inter Miami: la squadra in cui gioca Messi. La tendenza è chiara e trasversale: l’ingresso di un giocatore famoso nel gruppo proprietario di un club è un processo che di fatto non ha controindicazioni, visto che la società/squadra ne guadagna in visibilità, quindi in appeal commerciale; allo stesso tempo, il giocatore diversifica i suoi investimenti, si crea un nuovo ruolo e così può aumentare il suo know how – e quindi la sua influenza – nel mondo del calcio. Nel caso di Messi, è chiaro, non è che ce ne fosse bisogno. Ma Leo, evidentemente, non la pensava così.

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