Al Roland Garros, Jakub Mensik è collassato in campo ed è stato portato negli spogliatoi in sedia a rotelle, poi dopo ha detto che «giocare a tennis con questo caldo è una follia»

Il tennista ceco, dopo aver battuto Navone al quinto set, si è sentito male e poi si è scagliato contro gli organizzatori del torneo.
di Redazione Undici 28 Maggio 2026 alle 13:34

L’ondata di caldo che si sta abbattendo in questi giorni sull’Italia e su alcuni Paesi europei ha avuto delle conseguenze molto forti anche sul Roland Garros. Al termine di una partita lunga quattro ore e 41 minuti, al secondo turno del torneo, Jakub Mensik è collassato in campo, con le temperature che in quel momento raggiungevano i 35 gradi. Il numero 27 al mondo è riuscito a battere al quinto set Mariano Navone, ma il colpo di calore da lui subito ha aperto delle serie riflessioni sui rischi per i tennisti dovuti al caldo.

Il crollo a terra di Mensik dopo la vittoria contro l’argentino sembrava inizialmente una liberazione per una gara a tratti infinita. Navone si è avvicinato alla metà campo per salutarlo e congratularsi con lui, ma il ceco non riusciva a muoversi. Solo a quel punto che si è compreso che la faccenda era più seria di quel che sembrasse. Mensik è rimasto sdraiato per diversi minuti ed è stato soccorso da diversi membri dello staff medico, che gli hanno applicato impacchi di ghiaccio sulla testa, sul collo e sul petto. Il ceco ha poi provato a rialzarsi, ma viste le difficoltà è stato portato negli spogliatoi su una sedia a rotelle. «Quando ho messo a segno l’ultimo colpo vincente, le emozioni sono svanite e il mio corpo si è spento», ha detto il tennista. Che non ha particolarmente apprezzato la decisione da parte dei vertici dello Slam di giocare alle 13.30, quando la temperatura raggiunge il suo apice: «È una follia giocare con questo tempo, soprattutto sotto il sole», ha proseguito. «E rimanere lì per più di quattro ore e mezza è semplicemente pazzesco». Mensik ha poi dichiarato ai media di essersi subito sottoposto a un bagno di ghiaccio appena arrivato negli spogliatoi, con l’obiettivo di recuperare per la gara contro Alex de Minaur in programma domani, venerdì 29 maggio.

La partita tra Mensik e Navone si è giocata sui campi esterni del Roland Garros, privi di ombra. Ma anche chi non ha giocato sotto il sole, come Novak Djokovic, si è lamentato delle elevate temperature. Sostenendo nella conferenza stampa post-partita che programmare gli incontri in tarda serata potrebbe essere «un’opzione da considerare» come possibile alternativa in caso di previsioni di condizioni meteorologiche estreme. Il serbo ha battuto il francese Valentin Royer in quattro set e affronterà domani il baby talento brasiliano João Fonseca. Diverse lamentele sono arrivate anche da altri tennisti: Casper Ruud, al termine della sua gara, ha dichiarato di sentirsi «come uno zombie» e di aver temuto un colpo di calore visto che la temperatura era stabilmente sopra i 30 gradi. Lo stesso ha detto Marta Kostyuk (la numero 15 al mondo): «Fa caldo ed è molto secco. Ho sempre avuto la sensazione di dover bere, di voler bere sempre di più. È stata dura».

Ad oggi nessuna partita del Roland Garros è mai stata sospesa per il troppo caldo. Gli organizzatori dello Slam monitorano la temperatura tramite due sensori in grado di stabilire l’indice WGBT (parametro scientifico utilizzato per misurare lo stress termico subito dal corpo umano quando si trova esposto al sole diretto): uno sul campo principale e un altro sul campo 14. Al raggiungimento di una certa soglia, può essere introdotta una pausa di 10 minuti dopo il secondo set di gare femminili e il terzo di quelle maschili. La sospensione delle gare è prevista invece in caso di un indice superiore ai 32,2 gradi. I big del tennis già tempo fa si erano lamentati di partite programmate in orari troppo caldi. Nel 2025, al torneo di Shanghai, Holger Rune ci era andato giù in maniera molto pesante: «Perché l’ATP non ha una regola sul calore? Volete che un giocatore muoia in campo?». Dichiarazioni che avevano fatto scalpore e che avevano portato in poco tempo al varo di un nuovo pacchetto di regole. Direttive che valgono però per i tornei ATP e non per gli Slam (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open), che hanno parametri simili ma un regolamento diverso. La differenza principale è che in questi quattro tornei le partite durano molto più a lungo, visto che si va al meglio dei cinque set. E i giocatori sono costretti quindi a tollerare condizioni meteo estreme per più tempo. Il caldo, dunque, per questo Roland Garros potrebbe essere un fattore da non sottovalutare. Non solo nelle partite, ma anche nella testa di diversi tennisti, già in lotta con gli Slam per montepremi non ritenuti congrui rispetto alle entrate.

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