Onore a Capo Verde, ma la verità è che la Spagna non può fare a meno di Lamine Yamal

Il countdown per il rientro a pieno regime del fenomeno del Barcellona è scattato, ma partite come questa fanno capire che la Roja non può più aspettarlo.
di Redazione Undici 15 Giugno 2026 alle 23:08

Arriva la sorpresa che non ti aspetti. Perché, dopo la goleada tedesca contro Curaçao, tutti so aspettavano quella della Spagna ai danni di Capo Verde. Invece, dopo 90 minuti di noia e fatica, la porta degli africani – debuttanti assoluti ai Mondiali – è ancora imbattuta. Gli sguardi fra i giocatori della Roja sono persi, carichi di frustrazione. E adesso per tutto il Paese la grande domanda diventa: quando torna davvero Lamine Yamal? Perché i 19 minuti più recupero concessi al fuoriclasse del Barcellona hanno permesso di creare più scompiglio che nel tempo e mezzo precedente. Non sono bastati, ma fanno capire quanto Yamal sia imprescindibile per una squadra altrimenti prevedibile e intrappolata nella sua stessa filosofia tattica. Tanti fraseggi, palleggio, passaggi corti – anche oggi il 74% di possesso palla. Sostanza poca. Cattiveria sotto porta ancora meno.

La prima partita del girone è stata un flop per tutto il fronte offensivo. Leggerini Gavi e Ferrán Torres. Poco ispirato Fabián Ruiz. E senza i giusti rifornimenti tra le linee, anche la presenza di Oyarzabal – reduce prestazioni super nelle ultime amichevoli e, in generale, sempre efficacissimo quando gioca in Nazionale – al centro dell’attacco si rivela fumosa e priva di inventiva. Senza un centravanti di ruolo, la Spagna fatica terribilmente a creare sulle palle alte: finora non era sembrato un problema, se la manovra non gira però il piano partita diventa leggibile anche per gli avversari.

Con questo non va sminuita affatto la prova ai limiti della perfezione di Capo Verde, che con grande ordine e intensità su tutte le zone del campo ha strappato un pareggio meritatissimo. Resterà nella storia di questa Nazionale, ed è giusto così. Da applausi Vozinha, portiere 40enne e subito star del web dopo alcuni interventi decisivi su Laporte e Oyarzabal. Provvidenziale la traversa che ha fermato Ferrán Torres. Ma al netto degli episodi – sì, anche in una giornata opaca la Spagna di occasioni ne ha avute, e ci mancherebbe se non fosse così – Capo Verde ha impressionato propria per la capacità di tenere il campo e imbrigliare i palleggiatori spagnoli.

Non è un buon indizio per il ct De la Fuente, perché senza i suoi giocatori più determinanti – Yamal e Nico Williams, entrambi in ripresa da infortuni non banali – questa era l’occasione giusta per dare spazio e fiducia a chi magari, soprattutto là davanti, ne avrà meno nel corso del Mondiale. Uno 0-0 del genere al contrario rischia di toglierla. E far temere alla Spagna di essere dipendente dalle giocate di Lamine: il fenomeno del Barça dovrebbe tornare titolare per la terza partita del girone, contro l’Uruguay di Bielsa, ma ha ancora bisogno di riposo. La lesione al tendine del ginocchio sinistro rimediata ad aprile richiede tempo e non è detto che Yamal si presenti subito al meglio della forma, forzando le tappe. Certo è che la Spagna ha bisogno di lui. E non può più aspettarlo: Capo Verde alla mano, il piano B ancora non esiste.

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