Uno-due da quasi ko, con il minimo sforzo. Rigore d’autore – viziato da una ripetizione molto dubbia, però – e colpo di testa su corner – da solo, troppo solo, per un giocatore come lui. Non poteva iniziare meglio il Mondiale di Harry Kane e della sua Inghilterra, capace di piegare la Croazia per 4-2 in una delle partite più belle e sfrontate del torneo – almeno fin qui. Una sorpresa soprattutto per come ci aveva abituato la Nazionale dei Tre Leoni durante la gestione di Gareth Southgate: capace sì di occasionali goleade – due volte a quota sei gol in un colpo, tra 2018 e 2022 –, ma contro avversari di tutt’altro calibro e altrimenti caratterizzata da un gioco molto attendista, difensivamente efficace eppure meno creativa di quel che sarebbe stato lecito aspettarsi da Bellingham e compagni. Insomma: la mano di Tuchel è già evidente, in qualche modo. E l’eccentrico nuovo ruolo del capitano dice tantissimo, sulla sofisticatezza del gioco predicato dal tecnico tedesco: l’attaccante del Bayern è praticamente un pendolino, che dal centro dell’attacco va a prendersi il pallone a centrocampo per poi smistarlo, comandare il gioco, ispirare la manovra e buttarsi negli spazi.
Un Kane totale, insomma, alla soglia dei 32 anni. Ma se la squadra gira, anche la corsa diventa più efficace, le energie ben dosate: contro una signora Croazia l’Inghilterra ha tirato ben 22 volte, di cui undici nello specchio, straripando in avvio di ripresa senza guardarsi più indietro. In tutto questo, Kane è stato costantemente al centro della manovra, quasi da regista aggiunto tra Rice e Bellingham – togliamo il quasi: se il centrocampista del Real ha tentato 24 passaggi, l’attaccante del Bayern è arrivato a quota 21, con nove tocchi in area di rigore, più di qualunque altro giocatore in campo. Per alcuni tratti di partita, Kane è andato addirittura in pressing su Modric. Cioè nel cuore della Croazia.

La mappa dei 35 palloni giocati da Kane, secondo le rilevazioni di Whoscored. Per chiarezza, va detto che l’Inhgilterra, in questo campetto grafico, attacca da sinistra a destra.
Così l’Inghilterra è riuscita a sparigliare le carte, creando spazi inattesi grazie alle qualità da accentratore – ma anche di pericolo pubblico numero uno, per le difese avversarie – dello stesso Kane: il gol di Bellingham che. dopo un minuto del secondo tempo. spacca in due la partita viene favorito proprio dal movimento senza palla del centravanti del Bayern. Che questa notte, negli Stati Uniti, ha pure raggiunto il leggendario Gary Lineker nella classifica dei marcatori all-time dell’Inghilterra al Mondiale: dieci gol in 12 presenze, per Harry. Avrebbero già potuto essere undici, con le tante occasioni in serie collezionate dalla squadra di Tuchel, ma intanto va benissimo così.
E veniamo all’allenatore, per l’appunto. Fin qui ha fatto scalpore per i suoi metodi di allenamento, per i suoi accorgimenti – anche sul fattore climatico – ai limiti dell’ossessione. Per non parlare della rottura col passato: Tuchel si è focalizzato soltanto sulla squadra da portare al Mondiale, per sua stessa volontà, dunque non da manager a tutto tondo come faceva Southgate. Ne consegue – o almeno questa è l’impressione, perché il torneo è lungo – che la nuova Inghilterra abbia trovato una nuova, precisa identità di gioco. E che raramente si era vista così spavalda al cospetto di una grande avversaria, magari concedendo qualcosa in difesa ma senza timore alcuno di attaccare con tanta qualità. Divertendosi, soprattutto. A partire da Kane, professione tuttocampista.