Tra tutti i governi europei, su questo non c’è dubbio, quello spagnolo ha preso la posizione più chiara sul conflitto tra Israele e Palestina: attacchi continui a Netanyahu e sostegno incondizionato alla popolazione di Gaza. Ed è per questo che gli appassionati palestinesi hanno fatto una scelta netta, in vista dei Mondiali: tifano e tiferanno la squadra di De La Fuente, che nella prima partita ha pareggiato contro Capo Verde e nella seconda ha travolto (4-0) l’Arabia Suadita. Proprio l’andamento e la percezione di questa seconda gara, come spiega El País in questo articolo, è molto indicativa sullo schieramento della comunità della Palestina: nonostante la cultura locale propenda inevitabilmente verso le squadre arabe, a Ramallah e dintorni si sono sentite delle esultanze forti, fortissime, ai gol di Yamal, Oyarzabal (doppietta) e all’autogol di Al-Tambakti. E ovviamente le due cose, ovvero il tifo per la Roja e il supporto politico da parte dell’esecutivo di Pedro Sánchez, sono profondamente connesse tra loro.
È chiaro: sulla scelta di campo dei palestinesi pesano anche altri fattori, sportivi e non. Intanto il Real Madrid e il Barcellona sono le squadre più seguite e più amate dal popolo palestinese, una tendenza storicamente consolidata in tutta l’area del Medio Oriente. E poi, sempre in relazione agli altri Paesi del Mondo Arabo, le posizioni ambigue di Marocco (che ha rinsaldato il suo legame con Israele) e Arabia Saudita (politicamente vicina agli USA) hanno un po’ raffreddato l’entusiasmo nei confronti delle rispettive rappresentative. E così sostenere la Spagna diventa quasi obbligatorio.
Diverse testimonianze raccolte da El País in occasione dell’ultima partita hanno evidenziato come «per questo Mondiale, questo in particolare, i palestinesi non anno alcun dubbio» su chi tifare. Poi certo, ogni gruppo di appassionati che segue le partite può essere eterogeneo, c’è chi sostiene l’Argentina campione del Mondo in carica o addirittura i Paesi Bassi, ma si tratta di “innamoramenti” legati a edizioni passate, alla presenza di Messi, al fascino emanato da queste due Nazionali. Ora come ora, però, la comunità palestinese sente di avere un legame forte con la Roja e con il popolo spagnolo: «In Spagna ci sono le persone che ci sono state più vicine negli ultimi anni, come non hanno fatto nei Paesi arabi», racconta uno dei tifosi che ha parlato con El País. In certi casi, in certi momenti storici e per certe persone, manifestare una reale vicinanza può significare tanto, può significare tutto.