Il segretario alla Sicurezza Interna degli Stati Uniti ha detto di aver «ballato di gioia» dopo l’eliminazione dell’Iran dai Mondiali

Markwayne Mullin, politico repubblicano, ha detto di «aver interagito più con l'Iran che con qualsiasi altra Nazionale qualificata al torneo».
di Redazione Undici 30 Giugno 2026 alle 13:01

Un’eliminazione, ma per alcuni è stata quasi una liberazione: si può parlare in questi termini di quanto successo all’Iran, che non è riuscito a superare i gironi dei Mondiali come migliore terza, per via della differenza reti, e quindi non si è dunque qualificato ai sedicesimi. Per Taremi e compagni, però, la spedizione in America è stata vissuta quasi come un incubo, con una pressione notevole e con tutta una serie di misure restrittive per via del conflitto con Stati Uniti e Israele. Lo stesso discorso vale anche per gli USA, e in questo senso Markwayne Mullin è stato piuttosto chiaro: il segretario alla Sicurezza Interna degli Stati Uniti, ex senatore e membro del Partito Repubblicano, ha detto di aver «ballato di gioia»  nel momento in l’eliminazione dell’Iran è diventata ufficiale.

Stando a quanto riportato dal Sports Business Journal, Mullin si sarebbe confidato con i giornalisti aggiungendo di essere «contento» del fatto che gli iraniani fossero usciti e del fatto che «non torneranno». E non è tutto:  Ero così felice quando abbiamo detto loro che potevano lasciare il suolo americano», ha proseguito, «Non c’è stata una singola squadra con cui abbiamo dovuto interagire più a lungo che con l’Iran». Al di là della gradevolezza di queste parole, la gestione di Team Melli è stata complicata fin dal giorno zero. Alla fine, dopo un lungo tira e molla, gli Stati Uniti hanno dato il semaforo verde per i visti d’ingresso, ma con misure molto restrittive, che hanno portato l’allenatore dell’Iran Amir Ghalenoei a dire che la sua squadra è stata «la più oppressa» dell’intero torneo.

Le difficoltà per i giocatori e per il resto delle delegazione sono state notevoli, anche da un punto di vista logistico: al termine di tutte le sue tre gare del girone l’Iran è stato costretto a tornare alla base, in Messico, nonostante gli accordi iniziali fossero diversi. E ad arrivare negli Stati Uniti solo il giorno prima della gara. Le autorità, al termine della seconda partita, hanno parzialmente allentato queste misure di sicurezza e permesso alla Nazionale di raggiungere il Paese due giorni prima della partita. Ma le tensioni non si sono placate, tutt’altro. E le parole di Mullin le hanno alimentate di nuovo.

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