Nessuna tariffa da campione del Mondo. Il gol della vita che Ferran Torres ha segnato in finale contro l’Argentina non ha prezzo, ma il suo impegno al servizio della sua regione d’origine sarà comunque gratuito. E per espresso volere del giocatore. «Ferran ha posto come condizione di non essere pagato», spiegano i vertici della Comunitat Valenciana, che da oggi potrà contare sull’attaccante come suo ambasciatore globale. «Ci ha fatto capire che per lui questo è un impegno verso la sua patria. Ci ha sempre dimostrato di essere un valenciano come tutti gli altri. I suoi valori lo rendono un grande rappresentante della nostra terra in tutto il mondo».
Il momento naturalmente è idilliaco. Il volto di Ferran Torres non è mai stato popolare e riconosciuto come ora, dentro e fuori dalla Spagna. Ha 26 anni, come Iniesta quando decise il Mondiale nel 2010. Da qui in poi niente sarà più come prima: anche in termini di spendibilità fuori dal campo. Ma Ferran ha scelto di non pesare in alcun modo sulle spalle dei contribuenti valenciani, lui che è nato a Foios, nei dintorni del capoluogo, crescendo calcisticamente dalle parti del Mestalla fino al debutto in prima squadra. Proprio a Foios, in questi giorni è prevista una grande festa tra l’eroe d’America e i suoi concittadini, a ulteriore riprova di un legame mai venuto meno.
Il titolo di ambasciatore – onorifico e diplomatico – arriva dopo che l’attaccante aveva già ricevuto gli omaggi più disparati a queste latitudini. Dopo la finale del Mondiale, perfino uno squalo dell’oceanario di Valencia era stato ribattezzato col suo nome. L’iniziativa della Comunitat è un ulteriore passo in avanti sul fronte istituzionale, che Ferran intende percorrere soltanto pro bono. In attesa di conoscere il suo futuro al Barcellona, perché il suo contratto coi blaugrana è in scadenza e ancora non sono arrivate novità in quel senso. Ma il Camp Nou non è il Mestalla: un’altra regione, un altro calcio e un altro business. Il luogo dove Ferran si sente più di tutti a casa è presto detto. Con tanto di incarico pubblico, mentre la carriera prosegue sul campo. E anche prestando servizio gratis, gol così faranno vivere di rendita. Poco ma sicuro.