Il gol di Olaf Gorter al Venezia dimostra che il modello di mercato del Lecce continua a funzionare bene

Il centrocampista olandese è uno dei (tantissimi) talenti stranieri che il club salentino ha scovato e acquistato quando erano teenager, per poi aggregarli alla Primavera.
di Redazione Undici 24 Agosto 2026 alle 12:02

Prima di Venezia-Lecce 0-2, gara della prima giornata del campionato di Serie A 2026/27, soltanto tre categorie di appassionati di calcio conoscevano Olaf Gorter, centrocampista dei Paesi Bassi che ha segnato il gol del vantaggio della squadra giallorossa: i fantallenatori che hanno già fatto l’asta, i tifosi del Lecce e quelli che seguono il Campionato Primavera. In realtà gli appartenenti alle ultime due categorie, da diversi anni, tendono a sovrapporsi: il Lecce, infatti, è uno dei pochissimi club italiani che fa un mercato davvero internazionale per le proprie giovanili e poi tiene sempre aperto l’ascensore con la prima squadra. Pantaleo Corvino, ex coordinatore dell’area tecnica della società giallorossa, ne aveva parlato alla sua maniera – cioè in modo chiaro e anche colorito – in un’intervista a Undici: «Per noi non c’è altra soluzione che patrimonializzare il capitale tecnico partendo dalla ricerca dei talenti, sia per la prima squadra che per le giovanili. Se vogliamo competere, quindi, dobbiamo rivolgerci ad altri Paesi per scovare talenti da sviluppare e poi far esordire in Serie A».

Ecco, Olaf Gorter è stato preso e formato proprio in questo modo: il Lecce l’ha scoperto due anni fa nel (florido) vivaio dell’Ajax, quando aveva 19 anni, l’ha acquistato per 200mila euro e l’ha fatto giocare per due stagioni nella sua formazione Primavera. Nel 2025/26 gli ha fatto “assaggiare” la squadra senior in tre spezzoni di partita, due in Serie A e uno in Coppa Italia, e quest’anno Di Francesco l’ha schierato da titolare alla prima di campionato. Gorter ha risposto con un gol che, di fatto, ha aperto la strada per una vittoria dal peso specifico importante, in casa di una squadra che lotterà contro i giallorossi per evitare la retrocessione, ma il punto ovviamente è un altro: la vicenda del centrocampista olandese dimostra che il modello-Lecce può essere ancora efficace, è ancora virtuoso.

Sono i numeri a dirlo: oltre a Gorter, se guardiamo ai giocatori che hanno giocato almeno un minuto nelle prime due partite giocate dal Lecce in questa stagione, quella in Coppa Italia contro il Palermo (0-2) e quella vinta a Venezia, ne troviamo ben tre che hanno giocato stabilmente con la Primavera. Si tratta del già citato Gorter, dello spagnolo Esteban e del danese Laerke. Poi in rosa ci sarebbero anche il portiere bulgaro Penev, convocato per entrambe le gare, e ovviamente Medon Berisha, che però è fermo per infortunio. Sì, ok: sono tutti stranieri. Ma il punto, in realtà, è proprio questo: il metodo di lavoro ideato da Corvino, che verosimilmente sarà portato avanti dal ds Trinchera, ha permesso al Lecce di diventare un club che valorizza talenti a ciclo continuo, iniziando il processo – con lo scouting e il successivo reclutamento – prima di quanto facciano gli altri: quando questi ragazzi sono ancora adolescenti. E il fatto che provengano quasi tutti dall’estero, beh, non cambia la sostanza delle cose.

Grazie a questo modello, di fatto, il Lecce è diventata una società sostenibile. O meglio: che si autosostiene. In questo senso, l’operazione migliore in assoluto è stata quella fatta con Patrick Dorgu: anche l’esterno danese, ceduto al Manchester United per oltre 30 milioni di euro, era arrivato in Salento a luglio 2022, quando aveva solo 17 anni e giocava nelle giovanili del Nordsjaelland; Corvino e il suo staff lo aggregarono inizialmente alla Primavera, con cui vinse da protagonista lo scudetto 2023, e poi fecero in modo di lanciarlo in prima squadra. Due anni e mezzo dopo il suo approdo in Italia, nel gennaio 2025, è arrivata l’offerta irrinunciabile dal club di Old Trafford. E così il club giallorosso ha realizzato il miglior incasso – oltre che, naturalmente – la miglior plusvalenza della sua storia. Ora è difficile anche solo immaginare che la storia di Olaf Gorter possa andare a finire nello stesso modo, ma intanto il Lecce è rimasto in Serie A per quattro stagioni consecutive – record assoluto nella sua storia – pur avendo uno dei budget più bassi dell’intero campionato, spesso il più basso in assoluto. Non è poco, anzi: è tantissimo.

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