Tra poche settimane, ovvero il prossimo 26 ottobre, verrà assegnato il Pallone d’Oro 2026. Ci sono un bel po’ di candidature per il premio di France Football, e normalmente questa incertezza significa una sola cosa: sono in tanti a poterlo vincere. In lizza ci sarebbero Rodri, Lamine Yamal, Kvaratskhelia, ma ognuna di queste candidature ha dei piccoli buchi di trama. Anche per questo si parla anche della possibilità che a vincere sia Kylian Mbappé, che resta il capocannoniere dell’ultima Champions League (con 16 gol) e ha trascinato la Francia alla semifinale dei Mondiali. Proprio in virtù di questa situazione confusa e quindi sospesa, il Real Madrid ha iniziato a fare una campagna per spingere la candidatura del suo numero 10: i canali social del club hanno iniziato a citare il premio, lo stesso Mbappé ha rilasciato un’intervista in cui ha detto «se potessi votare, voterei per me», e naturalmente la sua iniziativa non sarà stata del tutto spontanea.
Non ci sarebbe niente di assurdo o di sbagliato, in fondo il premio di France Football – esattamente come l’Oscar, viene da dire – si vince anche così, ovvero influenzando la giuria (che, ricordiamo, è composta da giornalisti) attraverso interviste e manifestazioni pubbliche. Il punto è che il Real viene da due anni in cui ha sostanzialmente cancellato il Pallone d’Oro dalla sua agenda. E tutti ricordiamo il motivo: nell’edizione 2024, quella in cui è stato premiato Rodri, ci fu uno strappo netto tra il Madrid e France Football per via della mancata vittoria di Vinícius Júnior, il favorito della vigilia. Dalla Spagna e da Madrid arrivarono polemiche roventi e velenose, l’intera delegazione del club di Florentino Pérez disertò la cerimonia di consegna, alcune settimane dopo il presidente espresse parole poco edificanti – per usare un eufemismo – nei confronti dei giornalisti di Namibia, Uganda e Albania, colpevoli di aver determinato, attraverso il loro voto, il successo di Rodri a discapito di Vinícius.
Ecco, ora quell’astio sembra essere svanito. Non certo perché il Real Madrid ha di nuovo a cuore France Football o i giurati selezionati dalla rivista francese, ma perché il Pallone d’Oro rappresenta una grande opportunità di marketing. Lo abbiamo visto l’anno scorso con Ousmane Dembélé, che dopo aver conquistato il premio ha visto crescere in modo esponenziale il suo appeal commerciale. Quella di Mbappé, naturalmente, è/sarebbe una situazione molto diversa: stiamo parlando di un calciatore/brand dalla dimensione completamente diversa, giù affermato su scala globale, l’eventuale vittoria del Pallone d’Oro sarebbe più il coronamento che un boost alla sua popolarità. Ma il Real Madrid è un’industria che vive e prolifera proprio in questo modo, grazie alla crescita dei ricavi extracampo e alla riconoscibilità delle sue stelle. Avere un altro Pallone d’Oro in squadra, quattro anni dopo l’ultima vittoria firmata da Karim Benzema, avrebbe un significato importante per tutti. Per il club della capitale spagnola, per il suo presidente e ovviamente per lo stesso Mbappé.