La MLS è da sempre un teatro per le grandi promesse e per gli esordi precoci. La storia più significativa, in questo senso, è certamente quella di Freddy Adu, diventato leggendario soprattutto per chi giocava ai videogiochi manageriali, che aveva esordito a 14 anni e doveva essere la futura stella della Nazionale statunitense ma non è riuscito a mantenere le aspettative. Oggi il calcio americano sta vivendo un’altra vicenda simile, sinistramente simile potrebbe pensare qualcuno: quella di Cavan Sullivan, che ha rubato ad Adu il primato di debuttante più giovane nella storia della lega, a 14 anni e 293 giorni, e oggi sta continuando a stupire.
Ci sono diversi motivi per pensare che, nel caso di Sullivan, le cose potrebbero andare diversamente. A cominciare dal fatto che il City Football Group, specializzato nel lanciare giovani in giro per il mondo, ha già messo le mani sul talento dei Philadelphia Union. Il fatto che la multiproprietà calcistica comprende anche il Girona, il Palermo, il Troyes, il Bahiía il New York City, in qualche modo, garantirà al ragazzo uno sviluppo non accelerato ma costante, in base a quella che sarà la sua evoluzione.
Il punto, però, è che Sullivan sta continuando a bruciare le tappe: come riportato dal Guardian, infatti, l’attaccante americano è pronto a ricevere la sua prima convocazione con la Nazionale maggiore. Mauricio Pochettino pare sia davvero convinto di inserirlo nella lista dei convocati per i prossimi impegni internazionali contro Cile, Perù, Messico e Canada tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. E non si tratterebbe di una scelta solo “mediatica”: le sue prestazioni dopo la ripresa della MLS, al termine del Mondiale giocato in estate, giustificano ampiamente la sua chiamata. Dalla fine di luglio a oggi, infatti, Sullivan ha realizzato sei gol e fornito otto assist.
L’allenatore argentino aveva già parlato di Sullivan qualche settimana fa, ma per un motivo molto diverso. In un’intervista podcast, il giovane esterno offensivo aveva sostenuto che avrebbe potuto essere un elemento utile alla Nazionale americana durante il Mondiale, competizione nella quale gli Stati Uniti sono stati eliminati agli ottavi dal Belgio: «Stiamo guardando tutto, vediamo tutto», aveva risposto Pochettino ai giornalisti. «E naturalmente vogliamo giocatori di talento, giocatori che si sentano coraggiosi e sicuri di sé, ma non giocatori che pensino di aver già dimostrato qualcosa che ancora non hanno dimostrato o guadagnato. Credo che ci si possa permettere di parlare un po’ fuori dagli schemi soltanto se sei Messi. Se hai vinto otto Palloni d’Oro, allora puoi parlare con una certa arroganza».
Ora, però, Sullivan potrebbe avere l’occasione di dimostrare le sue qualità direttamente sul campo. Se dovesse scendere in campo nella prossima finestra internazionale, diventerebbe il quarto giocatore più giovane di sempre a collezionare una presenza con la Nazionale maggiore degli Stati Uniti. Il record appartiene, guarda un po’, ancora a Freddy Adu, che debuttò nel 2006 in un’amichevole contro il Canada quando aveva qualche mese in meno rispetto all’età attuale di Sullivan. Cavan aveva firmato il suo primo contratto con il Philadelphia Union nel maggio 2024, e in quello stesso accordo c’è una clausola scritta che prevede il trasferimento al Manchester City al compimento dei 18 anni. A quel punto il CFG deciderà in quale squadra far proseguire il suo percorso di crescita, ma in quel senso c’è davvero l’imbarazzo della scelta.