L’Italia Under 21 non ha solo travolto la Polonia, ma ha dimostrato di essere una squadra con valori importanti, sia tecnici che emotivi

Per la qualificazione agli Europei serviva una vittoria con due gol di scarto, ed è arrivato un trionfo con un punteggio tennistico (6-2). E non è un caso, naturalmente.
di Redazione Undici 06 Ottobre 2026 alle 10:54

Servivano due gol di scarto, l’Italia Under 21 ne ha fatti addirittura sei. Serviva una vittoria per ribaltare il 2-1 dell’andata e soffiare alla Polonia il primo posto nel girone, è arrivato un punteggio tennistico che non lascia spazio ai calcoli e consegna agli Azzurrini di Silvio Baldini la qualificazione diretta all’Europeo 2027 di Albania e Serbia. Ma, più ancora del risultato, a Pescara ha colpito il modo in cui è maturato il 6-2 finale: l’Under 21 ha travolto gli avversari mostrando tecnica, intensità e grande aggressività – al punto da sembrare feroce – fin dal primo minuto di gioco. Serviva esattamente questo, la situazione alla vigilia era chiara: la Polonia era prima nel gruppo E con 27 punti, l’Italia inseguiva a quota 24. Entrambe avevano già la certezza di chiudere nelle prime due posizioni, ma soltanto la vincitrice del girone avrebbe ottenuto la qualificazione diretta, insieme alla migliore seconda dei nove gruppi. Dopo la sconfitta di Stettino, unica caduta degli Azzurrini lungo il loro percorso, il successo in Armenia per 1-0, arrivato al 95esimo grazie a un gol di Cissé, aveva tenuto tutto aperto. A Pescara, però, non bastava vincere: servivano almeno due reti di margine per ribaltare la classifica avulsa. L’Italia ha deciso di non lasciare nulla alla differenza reti e ha trasformato la partita decisiva in una dimostrazione di forza.

Baldini ha scelto Cissé come (fino) centravanti, con Liberali e Koleosho ai suoi lati, preferendo Faticanti a Lipani in mezzo al campo. Una scelta che racconta anche la profondità di questa Under 21, che può tenere fuori giocatori di grande prospettiva e cambiare la partita dalla panchina. Il primo gol è arrivato al 16esimo: Liberali ha creato lo spazio, la sua conclusione è stata respinta e Koleosho, attaccante del Paris FC, ha raccolto il pallone per battere Lubik sotto la traversa. Il vantaggio non ha cambiato l’atteggiamento: l’Italia ha continuato ad attaccare, con il pressing alto e gli inserimenti dei centrocampisti a mettere continuamente in difficoltà la Polonia.

Il 2-0 è arrivato al 27’ e porta la firma di Cher Ndour, centrocampista della Fiorentina e capitano degli Azzurrini. È il gol che virtualmente ha messo l’Italia davanti alla Polonia nel girone, ma soprattutto è la fotografia di una squadra che non si accontenta. Liberali mette dentro un pallone perfetto e Ndour attacca il secondo palo con tempi da attaccante. Al riposo è già 2-0, ma la sensazione è che l’Italia abbia ancora qualcosa da dare.

Infatti il meglio arriva nella ripresa. Al 54esimo Ndour firma il 3-0 con una rete difficilmente replicabile: recupera palla nella propria metà campo, alza la testa e vede il portiere polacco fuori dai pali. Il tiro parte da quasi 70 metri e finisce direttamente in rete. È il gol che chiude definitivamente il discorso qualificazione e allo stesso tempo racconta la personalità di una squadra che, invece di gestire il vantaggio, continua a giocare, ad aggredire, ad attaccare. Cinque minuti più tardi arriva il poker di Luca Lipani, entrato al posto di Faticanti. Il centrocampista del Sassuolo si inserisce dopo il recupero di Koleosho e conclude con il sinistro sul primo palo. La Polonia trova il 4-1 con Mikołajewski, ma la reazione azzurra è immediata: appena un minuto dopo Seydou Fini, attaccante del Frosinone, serve l’esempio perfetto di questa Italia che non accetta pause. L’esterno entra in area, finta il tiro, manda fuori tempo il difensore e firma il 5-1. Poi, nel finale, c’è stato spazio anche per Luigi Cherubini del Benevento, entrato dalla panchina. All’85esimo la Polonia ha accorciato ancora, ma un minuto più tardi arriva la risposta: Cherubini si è accentrato dalla sinistra e ha trovato l’angolo con un destro a giro per il definitivo 6-2.

Sei gol, cinque marcatori diversi, una doppietta e una qualificazione conquistata con quattro reti di vantaggio. E c’è un altro dato che aiuta a capire il livello del gruppo. Degli undici titolari scelti da Baldini, soltanto Giacomo Faticanti gioca in Serie B, con l’Avellino: gli altri sono tutti già immersi nella Serie A o nel calcio internazionale: Lorenzo Palmisani è il portiere del Frosinone; Honest Ahanor è al Crystal Palace dopo il trasferimento concordato con il Chelsea; Pietro Comuzzo è al Torino, Fabio Chiarodia al Borussia Mönchengladbach e Davide Bartesaghi al Milan. In mezzo ci sono Niccolò Pisilli, protagonista con la Roma, e Ndour della Fiorentina. Davanti, Mattia Liberali del Como, Cissé al Milan e Koleosho al Paris FC.

Questo non è soltanto un elenco di giocatori e club, ma la fotografia di una generazione che sta già giocando a un livello importante. E forse è proprio questo il dato più interessante emerso dalla gara giocata allo stadio Adriatico: l’Under 21 non ha giocato da squadra giovane chiamata a superare un esame, ma da squadra che conosce il proprio valore. La Polonia aveva subito appena due gol in tutto il percorso di qualificazione; l’Italia gliene ha segnati sei in una sera. Ha cercato il gol quando serviva, ha continuato a spingere dopo aver raggiunto il risultato necessario e ha reagito immediatamente a entrambe le reti incassate.

La qualificazione arriva così con una prestazione che vale più dei tre punti e più del primo posto. L’Italia va all’Europeo perché ha fatto le cose in grande, esattamente come richiedeva una partita che non prevedeva spazio per mezze misure. Servivano due gol, ne sono arrivati sei. Serviva carattere, se n’è visto fin dal primo pallone. E, soprattutto, è arrivata la sensazione di una squadra con qualità e personalità sufficienti per non accontentarsi del semplice passaggio del turno.

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