Ha trent’anni appena compiuti, un’età che per la maggior parte dei calciatori professionisti non si avvicina nemmeno più alla soglia di fine carriera. Eppure quella di Dele Alli, di fatto, si è interrotta ormai diverse stagioni fa. Quando l’ex fuoriclasse del Tottenham non era che 24enne. Oggi, la sua ultima partita ufficiale – e questo la dice lunga sugli avvenimenti recenti – resta ancora quel Milan-Como del 15 marzo 2025: ebbene sì, uno spezzone di gara a San Siro ricordato più che altro per uno sfortunato quanto pericoloso intervento su Loftus-Cheek, che costò a Dele l’espulsione diretta. A oggi resta la sua unica apparizione in Serie A. E forse non ce ne saranno altre in assoluto, a riprova di una parabola surreale iniziata da precoce star del pallone e spezzatasi proprio sul più bello per un’infinità di ragioni. Pensare all’ennesimo tentativo di ripartenza sembra difficile, non soltanto per la prolungata lontananza dal campo, ma anche perché Alli, ormai, ha deciso di reinventarsi come streamer su Twitch. E mica per una comparsata.
Il fatto è che di questi tempi, dopo la rescissione del contratto con il Como, Alli è rimasto svincolato per oltre un anno. Nessun nuovo progetto, nessuna mano tesa offrirgli di ripartire – o magari sì, ma non all’interno di un progetto che evidentemente lo stimolava abbastanza per rimettersi in gioco. Così da qualche settimana il centrocampista ha avviato un proprio canale Twitch, focalizzandosi sullo streaming “in real life” – cioè parlando del più e del meno della sua vita quotidiana, anche per cinque ore di fila – e prestando particolare attenzione all’interazione in chat con i follower. Che nel giro di pochissimo si sono moltiplicati: oggi sono già più di 150mila. Ma non è soltanto questione di nome. Dele sta dimostrando di saper intrattenere nei modi più svariati: da qualche retroscena calcistico condiviso in diretta, passando per il commento di alcuni suoi vecchi gol rispolverati via YouTube, fino alle telefonate a sorpresa a qualche sua vecchia conoscenza. James Maddison, Jack Grealish, Eric Dier. Insomma, la legacy di quel Tottenham che arrivò a sfidare l’Europa fino alla finale di Champions League del 2019, ma anche gli avversari affrontati sul cammino.
Eppure le cose non sempre hanno preso una piega distensiva. Quando Alli, in una di queste puntate, ha provato a chiamare anche Harry Kane, la reazione del bomber del Bayern Monaco è stata quanto meno spiazzante: “Che succede, Deli? Non ti sento da un sacco di tempo”. E quando l’ex compagno gli ha fatto presente di essere ascoltato da migliaia di spettatori, Kane ha manifestato un certo disagio. Rimarcando la distanza abissale fra chi – pur essendo più giovane di lui – è arrivato a trattare il calcio come un gioco, una serie di ricordi da prendere con filosofia, e chi invece continua a martellare ai massimi livelli. Con lo stesso Alli a ribadire che “il Pallone d’Oro di quest’anno dovrebbe andare a uno e un solo uomo”. Insomma, episodi come questo hanno lasciato gli addetti ai lavori piuttosto perplessi, anche perché sembra sempre più chiaro che Alli ha iniziato a comportarsi come uno streamer su Twitch a tutti gli effetti – e non come un calciatore che sfrutta al meglio i propri canali social, vedere la vita da vlogger di Erling Haaland.
E in effetti un po’ di malinconia non può che manifestarsi. Per più di un attimo Alli è stato un astro nascente del calcio mondiale. Un centrocampista completo, intelligente, moderno, capace di segnare a ritmi esagerati (22 gol nel 2016/17, a 21 anni da compiere): forse il primo grande erede designato di una generazione inglese da poco orfana dell’immensità di Gerrard e Lampard. Purtroppo Alli non si è sgonfiato sotto il peso delle aspettativee – o almeno, non soltanto quello. Ha avuto a che fare con diversi, debilitanti infortuni, ma soprattutto con un crollo piscologico che ha iniziato a presentare il conto in un colpo solo. Quando Dele, in un’intervista cult, ha rivelato al mondo la fragilità della sua salute mentale – dovuta a un’infanzia complessa e a episodi traumatizzanti anche nella sua vita da professionista, fra i quali essere vittima di una rapina a mano armata in casa propria – si è arrivati finalmente a comprendere il perché di una traiettoria discendente altrimenti surreale. E che chissà quanti altri “talenti bruciati” prima di lui hanno dovuto affrontare senza riuscire a spiegarlo al mondo. Talvolta più del cosa – una live su Twitch, una partita di Premier – conta il come. Ci sentiamo dunque di condividere la domanda che gli ha rivolto Kane in quella strana telefonata: “Come stai? Spero che tu stia lavorando duro, che le cose vadano bene”.