Il 5 gennaio 2027 sarà un giorno destinato a rimanere nella storia sportiva del Kenya: verrà inaugurato un nuovo stadio da circa 60mila spettatori, il Raila Odinga International Stadium, e per questo è stata organizzata un’amichevole di prestigio tra Bayern Monaco e Ajax. Questo test mach farà da preludio alla Coppa d’Africa 2027, che sarà co-organizzata dal Kenya, dalla Tanzania e dall’Uganda, e in qualche modo rappresenta un’occasione enorme per tutti i soggetti coinvolti. A cominciare dai due club, che sfrutteranno la pausa invernale dei loro rispettivi campionati – sia la Bundesliga che la Eredivisie si fermeranno a cavallo del 2026 e del 2027 – per consolidare i loro legami con Nairobi e con l’Africa.
Nel caso del Bayern, si tratta di un tentativo di espansione all’interno di una strategia che va avanti da tempo. E non solo perché parliamo di una squadra globale che ha una gran base di tifosi anche in Africa, ma perché sono anni che il club bavarese investe in maniera diretta nello scouting e nella formazione in loco: dal 2023 c’è una Bayern Academy a Kigali, in Ruanda, e un’operazione simile è stata messa in piedi – in collaborazione con il Los Angeles FC – in Gambia, più precisamente nella Gambinos Stars Africa. Proprio lì è stato scovato uno degli ultimi talenti arrivati in Germania, vae a dire Bara Sapoko Ndiaye. Aprirsi verso il Kenya permetterà/permetterebbe quindi al Bayern di iniziare a muoversi anche in un’altra area del continente, ancora tutta da esplorare e “sfruttare” a livello di scouting e valorizzazione del talento.
Naturalmente tutto questo discorso vale anche per l’Ajax, che fino al 2020 aveva un club satellite in Sud Africa (l’Ajax Cape Town) e che quindi avrebbe tutto l’interesse per andare a creare nuovi canali in altre zone dell’Africa. Un continente con cui, per altro, c’è un legame storico legato ad alcune figure importanti nella storia del club, soprattutto se guardiamo agli anni Novanta – nell’Ajax di Van Gaal, che vinse la Champions nel 1995, c’erano i nigeriani Finidi George e Kanu, negli anni successivi sarebbero arrivati i vari Babangida, McCarthy e altri.
Dal punto di vista del Kenya, infine, organizzare un evento di questo tipo rappresenta un passo in avanti importante. Non solo da un punto di vista puramente delle infrastrutture, cioè per quel che riguarda l’apertura “fisica” di un nuovo stadio internazionale, ma anche come parte di un progetto di crescita organica attraverso lo sport. Ecco, questa volontà di sviluppo nasce dalla politica, e infatti il documento strategico 2023-2027 del Dipartimento dello Sport keniota individua esplicitamente la promozione del Paese come destinazione sportiva, lo sviluppo dell’impiantistica, la formazione dei talenti e la mobilitazione di risorse private. Lo stesso Raila Odinga International Stadium – intitolato al primo ministro di Nairobi dal 2008 al 2013, morto un anno fa – fa parte di un progetto decisamente più vasto, vale a dire Talanta Sports City, un vero e proprio hub sportivo pensato per organizzare e ospitare grandi manifestazioni. Ecco, in questo senso iniziare con un’amichevole come Bayern-Ajax ha dato e darà un segnale importante a livello globale.