Il Mondiale piloti vinto da Kimi Antonelli segna la fine di un sortilegio: quello per cui le squadre di Jim Ratcliffe non vincono mai

Il businessman inglese è parte del gruppo proprietario della Mercedes, ma nel frattempo ha investito nel Manchester United, nel Nizza, nel Losanna, nel ciclismo e nella vela. Senza vincere granché.
di Redazione Undici 04 Novembre 2026 alle 16:47

È da tanti anni, ormai, che Jim Ratcliffe spende una parte del suo (vastissimo) patrimonio nello sport d’élite. La sua prima esperienza come imprenditore in questo campo risale al 2017, quando ha acquisito il Losanna, club calcistico svizzero. Poi è iniziata l’avventura nel ciclismo, con l’acquisizione di Sky Team – trasformato in Ineos Team – e in seguito sono state rilevate la maggioranza del Nizza (calcio), una quota di minoranza del Manchester United (sempre calcio) e sono stati fatti altri investimenti importanti in discipline come Formula Uno, vela e rugby. Ebbene: la stragrande maggioranza delle squadre che sono passate dalle mani di Ratcliffe non hanno raggiunto grandi risultati. Anzi: tutt’altro. Poi, però, è arrivato Kimi Antonelli. Che ha vinto il titolo mondiale piloti alla guida della Mercedes, scuderia in cui Ineos è entrata come partner principale dal 2020, e della quale la holding di Ratcliffe possiede un terzo delle azioni.

Questa vittoria può essere considerata come una liberazione, per Ineos. Sì, perché – come spiega Bloomberg in questo articolo – gli unici successi reali conquistati da una squadra di proprietà di Ratcliffe, o anche solo sponsorizzata dal businessman inglese, erano quelli colti nel ciclismo: Ineos Team ha vinto il Tour de France 2019 e il Giro d’Italia 2021 grazie a Egan Bernal, poi nel 2022 è arrivato il successo di Dylan van Baarie nella Parigi-Roubaix. Per il resto, le cose sono andate piuttosto male: il Manchester United ha conquistato la FA Cup nel 2024, va bene, ma stiamo parlando di un trofeo minore, e nel frattempo i Red Devils sono stati travolti da una delle crisi più profonde della loro storia; il Losanna e il Nizza non hanno mai prodotto risultati significativi, anzi per entrambi i club sono uscite delle notizie per cui Ineos sarebbe alla ricerca di un compratore; nella vela, INEOS Team UK è stata iscritta alla Coppa America del 2021, ma è stata sconfitta nella finale della Prada Cup, penultimo gradino prima dell’assegnazione del trofeo. Nel 2024, Ineos Britannia è riuscita a superare quello scoglio e a vincere la Louis Vuitton Cup, ma è stata sconfitta da Team New Zealand nella finale dell’America’s Cup.

Insomma, si può dire: l’arrivo di Ratcliffe e dei suoi capitali, per usare un eufemismo, non è un prologo a grandi successi sportivi. E in realtà chi segue la Formula Uno sa benissimo che le cose erano andate così, cioè non proprio benissimo, anche con la Mercedes: dall’arrivo di Ineos – come sponsor e come investitore diretto – la squadra tedesca aveva vinto soltanto un Mondiale costruttori, nel 2021, mentre tutti i titoli piloti sono andati a Verstappen (Red Bull, 2021 –> 2024) e poi a Norris (McLaren, 2025).

Ci ha pensato Antonelli a interrompere un digiuno che stava alimentando l’idea per cui le squadre di Ratcliffe siano vittima di un sortilegio. In questo senso, «la vittoria del pilota italiano è una gradita boccata d’aria fresca per Ratcliffe». Queste parole sono state rilasciate a Bloomberg da Kieran Maguire, professore di finanza calcistica all’Università di Liverpool. Che poi ha aggiunto: «Tuttavia resta da vedere quanto Ineos influisca sulla Mercedes rispetto al livello di controllo esercitato nel calcio, nella vela e in altri sport». Magari il problema è questo, altro che sortilegio o altra magia nera.

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