Depay è tornato spavaldo

di Redazione Undici 13 Marzo 2017 alle 12:44

Di Memphis Depay, Alec Cordolcini scriveva tempo fa: «Se c’è una parola che non appartiene al vocabolario di Depay, questa è “paura”. In rete circolava un minidocumentario, girato dall’Adidas prima del Mondiale, che ricostruiva la storia del nazionale oranje attraverso interviste e filmati. In uno di questi si vedeva Depay all’età di sei anni partecipare a una gara di biciclette a Moordrecht. La sua era una corsa spericolata, a rotta di collo, senza freni». Il gesto in campo che più corrisponde a quella corsa spericolata, senza paura appunto, Depay lo ha realizzato nell’ultimo match contro il Tolosa:

 

Seguendo la dinamica dell’azione, Depay conquista palla in centrocampo, con una giravolta evita la pressione dell’avversario, e poi di potenza scarica la sfera alle spalle del portiere. La cosa più incredibile è che, in questa manciata di secondi, l’olandese non guarda mai direttamente la porta, e di conseguenza la posizione del portiere avversario: la sua è una corsa spericolata in bici a occhi chiusi.

Forse a Manchester, dove nelle ultime 33 gare di Premier League aveva il misero bottino di due gol e zero assist, Depay non avrebbe mai avuto l’ardire di una giocata del genere. In una realtà in cui non ha mai fatto seguire l’affermazione che in tanti si aspettavano, l’olandese aveva smarrito una delle chiavi del suo gioco, quella più fantasiosa, impervia, se vogliamo più spaccona. Che le difficoltà ambientali in Inghilterra lo avessero semplicemente inibito, e non depauperato del suo talento e della sua spavalderia, lo ha dimostrato in pochissimo tempo a Lione, dove Depay, che da poco ha compiuto 23 anni, è arrivato a titolo definitivo nel mercato invernale. In Francia, l’olandese ha decisamente ritrovato la verve dei giorni migliori: nelle ultime sei gare, ha segnato cinque reti.

Depay ha debuttato con la maglia del Lione lo scorso 22 gennaio, subentrando per una manciata di minuti nella vittoria contro il Marsiglia. Le prime due partite da titolare sono andate male, con due sconfitte contro Lilla e Saint-Étienne. Poi, dopo il primo gol con la nuova maglia segnato al Nancy, si è sempre verificata una regola: ogni volta che Depay è andato in rete, il Lione ha vinto. È successo contro il Metz (vittoria per 5-0, doppietta dell’olandese), si è ripetuto contro il Tolosa, battuto 4-0: prima del gol da centrocampo, Depay aveva già segnato con un preciso diagonale.

 

In Ligue 1, il Lione è lontanissimo dalla zona Champions (è quarto con tredici punti di ritardo dal terzo posto, occupato dal Nizza), ma è ancora vivo in Europa League (come noto, chi vince la competizione è qualificato di diritto alla fase a gironi della Champions League della stagione seguente). Giovedì il Lione sarà impegnato in casa della Roma, dopo il 4-2 dell’andata: Depay, però, non può essere utilizzato, perché già impiegato in Europa League con la maglia del Manchester United.

>

Leggi anche

Calcio
Il traghettatore del Chelsea, Calum McFarlane, ha una storia davvero incredibile
La Norvegia, le fondazioni benefiche e poi la crescita all'interno dei Blues. Intanto, però, è un allenatore solo ad interim perché gli manca il patentino.
di Redazione Undici
Calcio
Viaggio nella rivoluzione tecnologica che sta cambiando il calcio
Reportage dal quartier generale FIFA, a Zurigo, dove è stato avviato e si sta compiendo un processo che trasformerà il gioco. I protagonisti sono l’intelligenza artificiale e Lenovo, Official Technological Partner della Federazione Internazionale.
di Alfonso Fasano
Calcio
Grazie alla sua nuova proprietà e alle docuserie sulla squadra, il Wrexham ha attirato tantissimi nuovo tifosi da tutto il mondo (che hanno cambiato l’economia del club e della città)
Una fanbase globale costruita dentro e fuori dal campo, destinata soltanto a crescere se il sogno Premier League dovesse diventare realtà.
di Redazione Undici
Calcio
C’è una squadra di Championship, l’Hull City, che ha rotto completamente le statistiche: è in lotta per i playoff ma i suoi dati avanzati sono da zona retrocessione
Un paradosso che affascina gli addetti ai lavori, e con cui chiaramente gli arancioneri convivono benissimo.
di Redazione Undici