di Redazione Undici 26 Luglio 2017 alle 14:47

José Mourinho difficilmente esprime concetti banali, e non ha fatto nemmeno eccezione quando gli hanno chiesto del monumentale mercato del Manchester City, oltre 200 milioni di euro spesi per i vari Bernardo Silva, Mendy, Walker, Ederson, Danilo. «Tutti parlano dei grandi investimenti del City, ma c’è un’altra squadra dal mercato fenomenale: il Tottenham. Finora hanno speso zero sterline, giusto? Hanno tenuto quelli che volevano. Hanno tenuto Dele Alli, Kane e Alderweireld, hanno tenuto Eric Dier». L’unico movimento di peso del Tottenham è stata la cessione di Kyle Walker, proprio al City: «Lo hanno venduto perché volevano venderlo», l’analisi di Mourinho, «e perché probabilmente pensano che Trippier sia bravo quanto Walker. Oltre che più giovane».

In una Premier che, in un certo senso, si sente obbligata a spendere, la scelta del Tottenham è decisamente in controtendenza: mantenere un’ossatura stabile negli anni, arricchendola di pochi elementi ma mirati. Il presidente del club, Daniel Levy, ha detto che la mole di investimenti delle squadre di Premier è «insostenibile. Non sono sicuro quale sia la visione degli altri club inglesi, ma, di certo, con i prezzi che stanno circolando, non vedo un piano sostenibile a lungo termine. Noi stiamo gestendo la società, credo, in un modo adeguato».

International Champions Cup 2017 - Paris Saint-Germain v Tottenham Hotspur

Sul concetto di sostenibilità, Levy è chiaro: non ha senso spendere più di quanto si guadagni. Ecco perché, per aumentare i ricavi, il Tottenham sta costruendo un nuovo stadio, al posto del vecchio White Hart Lane che è stato già smantellato. Il nuovo impianto sarà pronto dalla stagione 2018/19, mentre l’anno prossimo gli Spurs saranno di casa a Wembley. Un altro aspetto della politica “anticonvenzionale” degli Spurs sta nella sua volontà di creare un blocco inglese: in una squadra con tante nazionalità, per il Tottenham il lavoro sui giovani talenti da lanciare in prima squadra è imprescindibile. «Il settore giovanile è molto importante per noi», ha proseguito Levy. «Non dobbiamo spendere 20, 30 o 40 milioni per un giocatore, e ovviamente un giocatore cresciuto qui ha un senso di appartenenza più spiccato rispetto a uno che è stato acquistato. Questo aspetto è fondamentale per i tifosi. È per questo che la nostra gente adora Harry Kane».

>

Leggi anche

Calcio
Kobbie Mainoo è il simbolo della rinascita del Manchester United, che è appena tornato in Champions League
Il giovane centrocampista dei Red Devils, nato e cresciuto a Manchester, era finito ai margini durante la gestione-Amorim. Con Carrick, per fortuna, le cose sono cambiate.
di Redazione Undici
Calcio
Il Pachuca, in Messico, vende i biglietti per le partite in piccoli negozi, tra cui una cartoleria, una farmacia e una scuola guida
Questa politica, che va avanti da anni, serve per «sostenere la comunità locale: il club appartiene a tutti».
di Redazione Undici
Calcio
Bonny e Pio Esposito sono le due facce nuove dello scudetto dell’Inter, ma sono soprattutto il futuro della squadra nerazzurra
I due giovani attaccanti hanno avuto un ruolo importante lungo tutta la stagione, ampliando le alternative a disposizione di Chivu e mostrando di aver tutto ciò che serve per diventare davvero grandi.
di Redazione Undici
Calcio
Identità nerazzurra, forza del gruppo e rivoluzione dolce: così Cristian Chivu ha rivitalizzato l’Inter, portandola allo scudetto
Il tecnico rumeno è arrivato senza fare rumore, ma ha trovato le chiavi giuste per rimettere in piedi una squadra ferita.
di Redazione Undici