Ci sono cileni che non si arrendono all’esito di Perù-Colombia

di Redazione Undici 18 Ottobre 2017 alle 17:21

Le immagini di Falcao che confabula con gli avversari intorno a lui durante la partita di qualificazione ai Mondiali contro il Perù hanno fatto il giro del mondo. L’attaccante del Monaco si mette una mano davanti alla bocca e parla con i difensori peruviani, scambia diverse battute con il peruviano Renato Tapia, e alla fine entrambe le squadre ottengono ciò che vogliono. All’ultima giornata del girone eliminatorio sudamericano, Colombia e Perù si sono, di fatto, scambiate un favore: pareggio per 1-1 e un biglietto per Russia 2018 ciascuno. A farne le spese è stato il Cile, che con la combinazione di risultati dell’ultimo turno è rimasto fuori dai Mondiali.

Sia Radamel Falcao sia Renato Tapia, hanno ammesso che durante quella partita hanno avuto una discussione sul risultato, e il fatto che i minuti finali siano stati solo una formalità, trascorsi mentre le squadre aspettavano placidamente la fine, ha fatto pensare a una combine. La Federazione cilena ha fatto sapere di non voler presentare ricorso alla Fifa per aprire un caso, ma a questo hanno già pensato dei privati cittadini. Ai tifosi cileni l’eliminazione proprio non è andata giù, non dopo due Copa América consecutive, non con un Colombia-Perù quanto meno sospetto.

David Ramírez non sopportava l’idea di vedere Vidal, Sánchez e tutti i suoi connazionali lontani dal palcoscenico più importante, così ha dato il via a una petizione su change.org da inviare alla Fifa, per ottenere una squalifica di Perù e Colombia per aver manipolato il risultato della partita. Ramírez si è informato a dovere, ha snocciolato il regolamento della federazione internazionale fino a trovare il cavillo che potrebbe far saltare il banco. La regola 6.3.2 sulle partite truccate recita così: «Chiunque provi a cospirare o cospiri per influenzare il corso o il risultato di una gara in maniera contraria all’etica sportiva deve essere sanzionato», e tra le sanzioni ci sono anche «l’espulsione da un torneo, la retrocessione in una categoria inferiore, una riduzione dei punti o una revoca dei trofei vinti». Attualmente la petizione di David Ramírez conta 6208 firme, ma l’obiettivo è arrivate a quota 7500.

Alla crociata di Ramírez si è unito anche Luis Mariano Rendón, avvocato cileno che ha inviato alla Fifa i documenti da analizzare per prendere in considerazione il caso. «La mia denuncia è già stata inviata, è tutto spedito via fax, ma adesso invierò anche una copia via posta, così non ci saranno pretesti per dire che non hanno ricevuto niente», ha detto Rendón. La richiesta dei tifosi cileni ha un suo fondamento. Le immagini di Falcao che parla con i difensori del Perù sono chiare, e le ammissioni dell’attaccante e di Renato Tapia non lasciano spazio a interpretazioni. Tuttavia, per determinare un caso concreto di partita truccata bisognerebbe stabilire l’effettiva influenza sul risultato: difficile capire se siano state le parole dette nel finale dai giocatori a frenare l’agonismo, o se i ventidue in campo, in maniera naturale, abbiano staccato il piede dall’acceleratore quando il risultato li favoriva.

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