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Non vi aspettavate che il Libano fosse forte a rugby

Non fortissimo, ma capace di mettere in difficoltà l'Inghilterra. Una storia nata dalla diaspora in Australia.

CANBERRA, AUSTRALIA - OCTOBER 29: Robbie Farah of Lebanon celebrates after winning the 2017 Rugby League World Cup match between France and Lebanon at Canberra Stadium on October 29, 2017 in Canberra, Australia. (Photo by Mark Nolan/Getty Images)

Il britannico Guardian ha titolato così dopo la partita contro il Libano: England made to Work in Beating Lebanon at Rugby League World Cup, l’Inghilterra ha dovuto faticare per battere il Libano alla Coppa del mondo. Fino a qualche tempo fa, questo titolo sarebbe stato fantascienza. Come la frase consegnata dall’allenatore degli inglesi ai suoi giocatori prima della sfida: «Preparatevi come se fosse una partita contro l’Australia». Che è un po’ come dire a una squadra di calcio: «Preparatevi come se fosse una partita contro il Brasile». Quella partita di inizio novembre contro l’Inghilterra il Libano l’ha persa 29-10, ma combattendo. A sorprendere qualche giorno prima era stata la vittoria 29-18 contro la forte Francia (rivalsa sportiva post-coloniale). È accaduto a Canberra –  il torneo quest’anno è disputato in Australia, Nuova Zelanda e Papua Nuova Guinea – davanti a 50mila persone.

I Cedars – i cedri, non poteva essere altrimenti – con la loro maglia verde, rossa e bianca come la bandiera libanese sono finiti terzi in un girone difficile: Francia, Inghilterra, Australia. E sabato affrontano Tonga che ha battuto la leggendaria Nuova Zelanda. Ma come ci sono arrivati i libanesi a giocare contro squadre che hanno una tradizione rugbistica (di Rugby League) così radicata?

France v Lebanon - 2017 Rugby League World Cup

Quando si pensa al rugby – anche a 13 – non si pensa certo al Medio Oriente. E quando si pensa al Medio Oriente non si pensa certo al rugby. È ancora una volta il Guardian a fornire una spiegazione. «Quando i Kangaroos affronteranno i Cedars a Sidney sarà quasi come vedere Australia A contro Australia B». Su 24 giocatori della Nazionale del Libano, uno soltanto vive e gioca in Libano, dove lo sport è sbarcato nei primi anni 2000 e dopo la formazione (altrove) di una Nazionale. La forza dei Cedars è infatti la vasta diaspora libanese in Australia: nel Paese ci sono circa 200mila cittadini con origini libanesi, almeno 79mila nati nel Continente. La maggior parte, oltre il 70 per cento, abita a Sidney o nei dintorni di Sidney. E apparentemente, molti giovani di origini levantine sono cresciuti a pane e palla ovale tanto quanto i loro coetanei australiani. E così che, nel 1999, è nata la Nazionale libanese, che si è qualificata per la prima Coppa del mondo nel 2000 e oggi è allenata da una gloria del rugby australiano, coach Brad Fittler, tre Coppe del mondo alle spalle, una vinta nel 1995 come capitano dei Kangaroos. Qualcosa di simile è accaduto in Italia con il cricket, esportato dagli immigrati asiatici. Da qualche anno esiste una Nazionale italiana di cricket – che ha vinto anche agli europei – composta da atleti con origini straniere, nati in Italia ma spesso ancora senza cittadinanza.

I Cedars hanno esportato le prime emozioni in un Libano che conosceva poco e male il rugby sfidando a Tripoli la Francia (e battendola) nella Mediterranean Cup del 2002. Oggi in Libano c’è un campionato in cui si affrontano cinque club, ci sono undici squadre universitarie e tre femminili, e per alcuni i successi in questo sport così lontano dalle tradizioni mediorientali sono un antidoto alle divisioni settarie del Paese. Dall’altra parte, a migliaia di chilometri di distanza, i libanesi della diaspora combattono attraverso il rugby un’altra battaglia, quella dell’integrazione, scrive il Daily Telegraph britannico. L’anno scorso, il ministro dell’Immigrazione Peter Dutton ha detto davanti al Parlamento che era stato un “errore” dei precedenti governi permettere l’entrata a così tanti immigrati libanesi in Australia. Il suo commento ha sollevato controversie e polemiche. Negli ultimi dieci anni, l’area di Sidney è stata attraversata da tensioni razziali che hanno spesso visto al centro del dibattito la comunità australiana. Il culmine sono state le sommosse del 2005, nel sobborgo di Cronulla. «Speriamo che il nostro successo e la nostra campagna con la Coppa del mondo diano una diversa immagine del nostro Paese in Australia», ha detto Remond Safi, a capo della Lebanon Rugby League Federation.

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