Tre cose sulla venticinquesima giornata di Serie A

Cosa ci ha colpito: un Genoa impenetrabile, un Milan che può tornare nelle prime quattro, il momento fenomenale di Ünder.
di Redazione Undici 19 Febbraio 2018 alle 12:14

Il muro del Genoa

Un autogol e un gol dell’ex: basta questo al Genoa di Ballardini per raggiungere il terzo risultato utile di fila. La classifica del Grifone  è finalmente tranquilla, lontano dalle zone bassissime del tabellone di Serie A. Non sarà una squadra spettacolare, ma il Genoa si è mostrato “sporco, brutto e cattivo”, con ha ben chiaro quando mettere da parte i ricami e gli orpelli per portare a termine una missione importante. Ottime prestazioni contro Lazio, Chievo e Inter, due volte su tre in trasferta: forse è tardi, ma Ballardini ha finalmente dato un quadro più chiaro su quale potrebbe essere stata la stagione genoana. Certo, non parliamo di molto più che di una discreta metà classifica, ma è comunque un obiettivo che aiuterebbe una tifoseria depressa a passare un’annata di calma apparente dopo stagioni di sofferenze troppo grande. Vero è che, non fosse stato per quell’autorete di Ranocchia chissà di che risultato parleremmo ora. Fino a quel momento entrambe le squadre avevano costruito azioni pericolose, con Perin miracoloso sul tiro a incrociare di Candreva. Contro i nerazzurri il Genoa ha spiegato come giocare un buon calcio fatto di ripartenze e verticalità. Possesso palla lasciato all’avversario, precisione nei passaggi nemmeno troppo elevata, ma grande capacità di correre nel momento più opportuno. Un dato impressiona, da quando è arrivato Ballardini: 2 gol subiti nelle ultime 9 partite. I quattro di difesa – Spolli, Rossettini, Zukanovic e Rosi – sono stati impegnatissimi ma impeccabili contro l’Inter. In totale, hanno liberato l’area per ben 30 volte. Un muro che per ora regge.

La rete dell’ex di Goran Pandev

Un girone dopo, è un Milan da Champions?

Alla fine di settembre 2017 il Milan perdeva la seconda partita in sei giornate di campionato 2-0 contro la Sampdoria a Marassi, e la perdeva male, come male era andata a Roma contro la Lazio. I due gol del Doria all’andata, segnati da Zapata e Álvarez, erano arrivati da due errori del Milan più psicologici che tecnici. Quella partita sancì la crisi dei rossoneri di Montella, tatticamente disastrosi, incapaci di difendere tra le linee la verticalità della squadra di Giampaolo e di sviluppare una manovra offensiva indipendente dalle qualità di Suso. Fassone disse di non voler più vedere «partite del genere». Un girone dopo, la vittoria contro la Samp a San Siro sancisce il ritorno del Milan in corsa per l’Europa League e, forse, la Champions. La manovra degli uomini di Gattuso è stata fluida e veloce, sfruttando entrambe le fasce con le ottime sovrapposizioni di Calabria da un lato e gli scambi Bonaventura-Calhanoglu dall’altro. La Sampdoria ha giocato molto a centrocampo, ma quando si è trovata a verticalizzare ha sbagliato molto, trovando pronti i centrali del Milan e un’ottima diga formata da Biglia e Montolivo. In fase offensiva, l’argentino ha sbagliato un solo passaggio, distribuendo i palloni sempre in direzione delle fasce. L’artiglieria di Suso e Calhanoglu ha fatto piovere 16 cross nell’area blucerchiata e 12 tiri, contribuendo a schiacciare gli avversari che non sono mai ripartiti pericolosamente. Si è visto, unica nota negativa, poco Cutrone, a cui sono arrivati palloni raramente. Ha fatto meglio Silva, capace di gestire meglio il possesso, liberarsi dalla marcatura e mandare i compagni al tiro. L’ha fatto con Calhanoglu, e poi con Calabria. Il Milan visto ieri, se Lazio e Inter continueranno a rallentare, può arrivare dove pensavamo ad agosto.

La bella azione che porta alla rete di Bonaventura

Ünder all’improvviso

Si può dire che per la Roma sia stato il primo vero colpo “alla Monchi”: Cengiz Ünder, profilo interessante ma sconosciuto ai più, appena vent’anni e un investimento già importante, vicino ai 14 milioni di euro. Dopo una prima parte di stagione, con tanta panchina e pochi colpi in vetrina, il turco è improvvisamente esploso: quattro gol nelle ultime tre partite, che valgono altrettante vittorie per la Roma – si può quasi dire che Ünder abbia scosso i giallorossi, che non avevano mai vinto nelle sei precedenti uscite. L’ultima rete, quella contro l’Udinese, è per certi versi evocativa del percorso del turco in Serie A: un’improvvisa botta, potente e imparabile, scagliata quando ancora persisteva l’equilibrio del match contro i friulani. La gran prestazione di Ünder, ovviamente, non sta solo nel gol, ma in una prova – 4 tiri, 3 occasioni da gol create, 12 azioni offensive – dove spicca la maturità del suo gioco: largo sulla destra, ha dato l’impressione di sapere esattamente cosa avrebbe dovuto fare, quando inserirsi centralmente, quando scattare in profondità, quando ricevere palla al piede e quando dare ampiezza alla manovra. Un set esteso di movimenti che ha indebolito la copertura dell’Udinese da quella parte, sempre in difficoltà di fronte all’imprevedibilità del turco. Facile credere che per Ünder, ora, arrivino anche i primi minuti in Champions, contro lo Shakhtar, per mettere una volta di più alla prova la stoffa del giocatore.

Il colpo che ha deciso la sfida contro l’Udinese
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