La Spagna non perdeva in casa da 15 anni

La vittoria dell'Inghilterra ha chiuso una striscia di 5609 giorni.
di Redazione Undici 16 Ottobre 2018 alle 11:26

Nella partita più attesa giocata ieri a Siviglia e valida per la Nations League, l’Inghilterra ha battuto la Spagna per tre a due. La Nazionale di Luis Enrique ha perso per la prima volta in casa dal giugno 2003, quando, in una partita di qualificazione per Euro 2004 giocata a Saragozza, la Grecia aveva battuto la Roja per uno a zero. La striscia, che comprendeva 38 partite, di cui 34 vinte, si è dunque conclusa dopo 5609 giorni. Si è trattata di una vera serataccia per la Spagna che ha concesso, per la prima volta nella sua storia, tre reti in una gara ufficiale giocata in casa.

Gli uomini di Luis Enrique hanno impostato la solita partita di possesso palla ma hanno patito le sortite offensive degli inglesi, apparsi molto organizzati, nonostante la giovane età dei convocati da Southgate (il più anziano era Trippier, 28 anni). Nelle loro ripartenze i Tre Leoni hanno trovato ampi spazi da attaccare e con pochi passaggi hanno liberato per tre volte un proprio uomo davanti alla porta difesa da De Gea. Freddi come raramente sono, Sterling, tornato al gol in Nazionale dopo più di tre anni con una doppietta, e Rashford hanno portato la squadra di Southgate al riposo sul tre a zero. La Spagna ha tentato la rimonta nella seconda frazione ma la partita era già stata compromessa.

La splendida costruzione della prima rete di Sterling. L’azione parte da Pickford, passa da Kane e arriva all’attaccante del City

L’ex allenatore di Roma e Barcellona è apparso però sereno nelle interviste post partita. «Il primo gol ci ha tagliato le gambe, abbiamo fatto molti errori individuali, ma loro hanno giocato bene», ha detto il tecnico. Luis, poi sollecitato su ciò che ha detto ai suoi all’intervallo, è stato sibillino: «Sono stato meraviglioso con loro perché avrei potuto ucciderli, ma non l’ho fatto».

>

Leggi anche

Calcio
L’Italia del calcio fatica a produrre talenti, ma anche a preservarli e a farli giocare a lungo
Da Insigne a Bernardeschi, fino a Balotelli, Zaniolo e Chiesa: un'intera generazione di buonissimi calciatori non ha saputo mantenersi ad alti livelli fino al ritiro, sia con la Nazionale che con i club.
di Cristiano Carriero
Calcio
Il Lens è diventato l’antagonista del PSG per il titolo di Ligue 1, ma continua a spendere poco per rispettare le radici operaie e minerarie dei suoi tifosi
Per il club mantenere i conti in ordine è importante quanto il patto con la sua comunità: tra disoccupazione e salari bassi, il Lens di Thauvin vuole essere "anche un modello socioeconomico", oltre che sportivo.
di Redazione Undici
Calcio
Il direttore sportivo del Fenerbahce, Devin Ozek, ha 31 anni e una carriera davvero incredibile
In Europa è il più giovane nel suo ruolo. Passato da difensore, gioventù spesa giocando a FIFA (ma soltanto per il calciomercato), in Germania lo chiamano "il nuovo Uli Hoeness". Cioè la mente dietro i successi del Bayern.
di Redazione Undici
Calcio
Il Croke Park di Dublino, il tempio degli sport gaelici, si sta aprendo al calcio e vuole ospitare la finale di Champions League
E ha tutto ciò che serve per riuscirci, a cominciare dalla capienza: 82mila posti a sedere.
di Redazione Undici