La maturità dell’Italia Under 20

La semifinale dei Mondiali è stata raggiunta grazie a un'identità precisa.
di Redazione Undici 11 Giugno 2019 alle 12:18

È un po’ paradossale: l’Italia Under 20 ha raggiunto e si giocherà la semifinale del Mondiale (contro l’Ucraina, calcio d’inizio alle 17.30) perché è una squadra matura. Per quanto possibile, almeno. Durante il loro percorso in Polonia, i ragazzi di Paolo Nicolato hanno mostrato di possedere tutti gli strumenti per governare il proprio talento e gli avversari, per limitarli come per colpirli nel momento giusto; non hanno mostrato un gioco accecante eppure hanno portato a casa tutte le partite, quelle che dovevano vincere – tutte nei 90 minuti regolamentari – ma  anche quella da interpretare in modo diverso, da non perdere, contro il Giappone, per la  classifica e il morale.

Nei quarti contro il Mali, pochi giorni fa, è arrivata un’altra prova di questa profonda conoscenza del gioco: la squadra africana ha dato l’impressione di essere più forte dal punto di vista fisico, di poter mettere in difficoltà gli Azzurrini anche in inferiorità numerica; l’Italia ha anche sbandato a un certo punto, ma poi ha ripreso il controllo della situazione, ha subito 2 gol (è la prima volta che succede in questo Mondiale) ma ne ha realizzati 4 (e anche questa è una prima volta). Ha fatto valere e imposto la propria superiorità strategica, prima del secondo pareggio di Mohamed Camara c’erano state almeno tre occasioni enormi per chiudere il discorso, eppure la rete del Mali non ha cambiato l’inerzia mentale della partita, anzi è stato come se il 2-2 avesse spinto Pinamonti e compagni a insistere ancora di più su se stessi, su un certo modo di attaccare gli avversari. E allora sono arrivati il penalty conquistato e realizzato dall’attaccante dell’Inter e il bellissimo colpo di testa di Davide Frattesi, con due cross tagliati dalla destra, una situazione di gioco gestita malissimo dai difensori maliani.

Oltre il 90esimo, il timbro definitivo su questa capacità di gestire le situazioni difficili: calcio di rigore per il Mali, Plizzari vola alla sua sinistra e protegge i due gol di vantaggio. Evitati o comunque limitati gli ultimi secondi di pura sofferenza. È stato il terzo penalty consecutivo neutralizzato dal portiere dell’Italia Under 20, il secondo per Plizzari (l’altro è stato intercettato da Carnesecchi, contro il Giappone), una ulteriore dimostrazione di forza mentale e talento e capacità di massima concentrazione, in tutti i momenti della partita. Per un calciatore e/o una squadra, è difficile trovare una definizione migliore, più completa, del concetto di maturità.

Italia-Mali 4-2

La forza e la consapevolezza di questa squadra vanno oltre sé stessa, sono espressioni all’interno e dall’interno di un movimento in salute: l’Italia Under 20 è l’unica squadra che ha (almeno) confermato il suo percorso ai Mondiali rispetto al 2017, e la semifinale era un traguardo mai raggiunto nella storia prima dell’edizione di due anni fa. I miglioramenti sono evidenti. Ora ci sarà il match contro l’Ucraina, che potrebbe portare alla prima, storica finale iridata: la squadra di Oleksandr Petrakov – tecnico federale da dieci anni, ha lavorato in tutte le selezioni giovanili – ha mostrato grande organizzazione tattica e alcune ottime individualità, tra cui spiccano il difensore Denys Popov e Danylo Sikan, autori di 3 gol durante il Mondiale. Rispetto al Mali, l’Italia affronterà un gruppo più solido e concreto, finora il percorso dell’Ucraina è stato netto, del tutto similare a quello degli azzurri (quattro vittorie e un pareggio, eliminate Panama e Colombia tra ottavi e quarti), grazie a un gioco rapido, che sfrutta il campo in ampiezza eppure punta sempre la porta avversaria, attraverso continue aperture sulle fasce e appoggi interni ad anticipare la difesa. Il ct azzurro Nicolato ha presentato il match parlando di una gara «equilibrata, che sarà decisa dagli episodi». In pratica il miglior contesto possibile per una squadra che sa interpretare il gioco, che sa leggere i diversi momenti all’interno di una partita e adattarsi di conseguenza, che è partita da queste caratteristiche per costruire la sua continuità, a patto di non perdersi ora, nel momento più importante.

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