De Rossi sarà il primo calciatore nato e formato in Italia a giocare in Argentina

di Redazione Undici 17 Luglio 2019 alle 11:08

Daniele De Rossi è a un passo dalla firma con il Boca Juniors. Secondo numerosi media italiani e argentini, l’ex centrocampista della Roma stipulerà un contratto annuale con il club di Buenos Aires, con numerose clausole che gli permetteranno di liberarsi prima della scadenza naturale dell’accordo – ad esempio potrà entrare nello staff di Mancini, ct della Nazionale, a partire dal 2020. Per De Rossi, si tratta della realizzazione di un sogno: in un’intervista rilasciata a Undici nel 2017, raccontava il suo desiderio di «giocare nel Boca Juniors, mi piacerebbe essere in campo in un Boca-River alla Bombonera». Quella tra De Rossi e il Boca è una storia d’amore, di tifo: «Parliamo di un club che è un’altra cosa», spiegò sempre a Undici, «quello stadio mi leva la vita, è il più bello del mondo. Mi sono appassionato a quell’atmosfera quando, da piccolo, guardavo i video di Maradona, i suoi gol, le sue esultanze. Incredibile».

Il passaggio di De Rossi al Boca Juniors rappresenterà una prima volta assoluta nella storia del calcio. Mai nessun giocatore con la nazionalità italiana, formatosi nel nostro Paese, ha giocato nel massimo campionato argentino. La statistica è riportata dal sito argentino Xenen, che elenca con precisione tutti i calciatori “naturalizzati”, ovvero gli immigrati nati in Italia, trasferitisi in Argentina da bambini e poi diventati calciatori. Si tratta di Franco Frassoldati (difensore degli anni Sessanta-Settanta formatosi nel vivaio del Racing Avellaneda), Nicolás Novello (attaccante nato a Cosenza nel 1946 ma cresciuto nel Boca Juniors), Dante Mírcoli (nato a Roma nel 1947, formatosi come centrocampista nell’Estudiantes e poi passato anche per la Sampdoria) e Delio Onnis (attaccante nato a Giuliano di Roma, trasferitosi in Argentina da bambino e poi in campo con Almagro, Gimnasia La Plata e diversi club francesi).

Mauro Camoranesi e Pablo Daniel Osvaldo entrano in un altro elenco ben più corposo, quello degli oriundi che hanno fatto il percorso inverso: l’ex esterno della Juventus è nato in Argentina, a Tandil, poi ha esordito nel massimo campionato locale prima del trasferimento a Verona, della naturalizzazione e del Mondiale vinto con l’Italia, fino al ritorno in patria a fine carriera; l’attaccante ex Roma è nato in Argentina ed è stato naturalizzato italiano, anche grazie al suo passaporto, dopo che si è trasferito all’Atalanta quando aveva 19 anni, poi ha disputato 14 partite con la Nazionale maggiore dell’Italia dopo aver compiuto l’intero percorso giovanile con le selezioni azzurre, infine è tornato a giocare al Boca Juniors. La squadra che accoglierà De Rossi, il primo giocatore nato e formato in Italia a giocare in una delle due grandi leghe sudamericane (Argentina o Brasile) dai tempi di Marco Osio: nel 1995, l’ex centrocampista di Empoli, Parma e Torino si trasferì a San Paolo, per giocare col Palmeiras.

>

Leggi anche

Calcio
L’Iran ha detto di essere in trattativa per spostare le sue partite dei Mondiali in Messico, ma la FIFA ha già chiarito che è impossibile
I biglietti sono già stati venduti e unno spostamento avrebbe ripercussioni sul calendario e sulla logistica delle altre Nazionali.
di Redazione Undici
Calcio
Negli ultimi anni il PSG ha lanciato tanti giovani della sua Academy, ma adesso sta facendo fatica a trattenerli in squadra (e i motivi non sono solo economici)
L'enorme quantità di talento a disposizione del club parigino limita gli spazi in campo, ma agenti e giocatori lamentano anche una mancanza di chiarezza nel progetto.
di Redazione Undici
Calcio
Il Bayern ha tutti i portieri infortunati e vorrebbe schierarne uno di 16 anni nel match contro l’Atalanta, ma in Germania c’è una legge che gli impedisce di farlo
Ci sarebbe bisogno di una deroga. E in passato, agli Europei, questa deroga era stata concessa in un caso esemplare: Lamine Yamal nella Spagna.
di Redazione Undici
Calcio
In Spagna ci sono ancora dei dubbi (e molte polemiche) sugli stadi che ospiteranno il Mondiale 2030
A quattro anni dal torneo, alcune grandi città hanno ritirato la loro candidatura. Altre, invece, potrebbero clamorosamente rientrare in corsa.
di Redazione Undici