Ai sedicesimi di Europa League ci saranno otto allenatori portoghesi

Più Mourinho in Champions: è la quota record tra le due competizioni.
di Redazione Undici 13 Dicembre 2019 alle 13:11

Da tempo gli allenatori portoghesi sono al centro del calcio europeo: Mourinho è stato il capostipite di una generazione di buonissima qualità, nessuno è arrivato al suo livello (l’attuale manager del Tottenham resta l’unico tecnico lusitano capace di vincere la Champions) ma in tanti hanno saputo imporsi in diversi campionati. Il dato che riguarda l’Europa League è eloquente: otto delle 32 squadre qualificate al primo turno a eliminazione diretta della seconda competizione europea sono guidate da allenatori portoghesi. I club e gli allenatori in questione sono: Porto (Sergio Conceição), Benfica (Bruno Lage), Sporting (Silas), Braga (Sá Pinto), Shakhtar (Luis Castro), Olympiacos (Pedro Martins), Wolves (Nuno Espirito Santo), Roma (Paulo Fonseca).

Va sottolineato come questa particolare statistica sia viziata dalle “retrocessioni” dalla Champions League: Benfica, Shakhtar e Olympiacos hanno concluso il loro girone al terzo posto, quindi provengono da un’altra competizione. Aggiungendo anche Mourinho (unico allenatore lusitano in Champions League), siamo a un totale di nove tecnici portoghesi ancora in corsa nelle due manifestazioni europee più importanti. È un record: la Spagna ha sei allenatori tra Champions ed Europa League, la Germania arriva a cinque. l’Italia segue a quota quattro (Sarri, Gasperini, Gattuso e Conte).

Ai nomi dei tecnici portoghesi già citati, vanno aggiungi gli “assenti”: André Villas-Boas e Paulo Sousa stanno facendo benissimo in Francia, rispettivamente al Marsiglia e al Bordeaux, ma in questa stagione non partecipano alle coppe europee; Leonardo Jardim è ancora al Monaco, non ha più ripetuto gli exploit del 2017, infatti è fuori dalle competizioni internazionali, ma è ancora considerato un tecnico di primo piano; il ct della Nazionale maggiore Fernando Santos è ovviamente impegnato su altri fronti; Marco Silva ha guidato l’Everton fino a poche settimane fa, prima di essere esonerato; Jorge Jesus ha vinto la Copa Libertadores e il Brasilerão con il Flamengo; Abel Fereira ha riportato il Paok Salonicco a vincere il campionato greco trentaquattro anni dopo l’ultima volta. Il bacino è enorme, e proprio questa diffusione evidenzia la caratteristica migliore dell’allenatore portoghese inteso come figura: è adattabile, dal punto di vista geografico ma anche tecnico, non a caso tutti i tecnici citati hanno stile e approccio diverso, basti pensare alla differenza tra il gioco attendista di Mourinho e quello ambizioso di Fonseca, alla duttilità del Portogallo di Fernando Santos oppure al calcio verticale amato e praticato da Jorge Jesus al Benfica, allo Sporting e oggi al Flamengo.

>

Leggi anche

Calcio
Il City Football Group ha fondato una nuova squadra negli USA, e continua a espandere la sua rete formativa
Il Manchester City North Texas FC è il primo club giovanile direttamente affiliato a quello inglese, e rappresenterà il 38esimo hub giovanile in 14 Paesi diversi.
di Redazione Undici
Calcio
Il Real Madrid è praticamente obbligato a riprendersi Nico Paz dal Como, visto che rischia di perdere un talento enorme (e decine di milioni di euro)
La recompra del numero 10 del Como è un'operazione che non si può più rimandare, per tanti motivi diversi.
di Redazione Undici
Calcio
Uno dei segreti del Chelsea di Abramovich è stato un esperto del sonno che non aveva mai visto una partita di calcio
Vinay Menon ha avuto un impatto fortissimo sulle carriere di molti big, diventando una delle figure più importanti nello staff dei Blues.
di Redazione Undici
Calcio
In Arabia Saudita è già iniziata la corsa per accaparrarsi Momo Salah, e sarebbe un’operazione praticamente perfetta per rilanciare l’intero progetto
Il fuoriclasse egiziano sarebbe il volto perfetto per la Saudi Pro League, a livello sportivo ma anche politico, culturale e persino religioso.
di Redazione Undici