A Siviglia, Sampaoli copriva Nasri quando faceva serata

«Andavo a bere e in discoteca, lui voleva solo che io giocassi bene».
di Redazione Undici 06 Maggio 2020 alle 10:40

Samir Nasri è uno dei giocatori più amati ma anche controversi degli ultimi anni, il suo grande talento si è perennemente scontrato con la discontinuità, e soprattutto con un atteggiamento non sempre professionale. Una condizione che emerge di nuovo oggi, dopo alcune dichiarazioni fatte durante l’ultime diretta Instagram a cui ha partecipato. Il riferimento temporale del nuovo racconto di Nasri è la stagione 2016/17, la prima (e unica) a Siviglia dopo cinque anni al Manchester City. Allora, il francese fu ceduto in prestito dai Citizens al club andaluso, che aveva affidato la panchina a Jorge Sampaoli.

Proprio il rapporto con il tecnico argentino è stato al centro delle parole di Nasri: «Io e Jorge non avevamo un rapporto allenatore/giocatore, ma eravamo amici. Mi permetteva di fare serata, di andare in discoteca a ubriacarmi, mi ha sempre coperto a patto che mi comportassi bene quando mi metteva in campo nel weekend». Questa libertà gli era stata promessa all’inizio della sua avventura spagnola: «Quando ci siamo sentiti per la prima volta, mi ha detto: “Vieni a giocare al Siviglia, io ti coprirò sempre”. Ed è andata così». Il fantasista ex Arsenal ha raccontato anche di una volta in cui non era in grado di giocare, decise di tornare a casa per vedere la sua famiglia, «e allora Sampaoli si offrì di badare alla mia casa e prendersi cura del mio cane».

Almeno all’inizio, i risultati di questo rapporto fin troppo elastico furono davvero ottimi: schierato a centrocampo con compiti di regia offensiva, Nasri offrì delle ottime prestazioni e diede un grande aiuto al Siviglia quando si portò ridosso del primo posto in Liga e riuscì a qualificarsi agli ottavi di Champions League. Dopo, però, Nasri incappò in un altro problema: «Andai in una clinica a Los Angeles, e mi sottoposi a un’iniezione di vitamine assolutamente legale, per cui avevo una prescrizione. Solo che mi fu somministrata una quantità maggiore di vitamine, e quindi iniziai ad avere paura che mi squalificassero per un lungo periodo. A quel punto chiesi a Sampaoli di non essere schierato, non me la sentivo di giocare, ma lui voleva che io fossi sempre in campo». L’esperienza spagnola finì già nel 2017, con uno score di tre gol e tre assist in 30 partite di tutte le competizioni. Il Siviglia decise di non riscattarlo, da lì Nasri ha iniziato a girovagare per l’Europa – Antalyaspor, West Ham –, è stato effettivamente squalificato per sei mesi e oggi gioca nell’Anderlecht, in Belgio. Anche l’avventura in Belgio, però, non era iniziata proprio benissimo.

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