Villarreal ha solo 50mila abitanti, ma non è la città più piccola ad aver raggiunto la finale di una coppa europea

Anche per questo, l'ennesima impresa di Unai Emery in Europa League ha un valore ancora più elevato.
di Redazione Undici 07 Maggio 2021 alle 11:41

Il Villarreal che ha raggiunto la finale di Europa League dopo aver sconfitto l’Arsenal è un concentrato di storie e statistiche davvero significative. Intanto, c’è da registrare la grande rivincita di Unai Emery, che ha sconfitto il suo vecchio club, la società che l’ha esonerato il 29 novembre 2019, dopo un anno e mezzo di lavoro culminato nella sconfitta in finale di Europa League contro il Chelsea. L’incredibile rapporto d’amore tra il tecnico basco e la seconda coppa europea si è dunque manifestato anche al Villarreal, un club che ha una tradizione recente – ha disputato la prima partita in Liga nel 1998 – e che prima d’ora aveva sfiorato per tre volte l’approdo in una finale europea, senza raggiungerla mai: il Submarino Amarillo si era fermato al penultimo atto della Champions League 2005/06 (fu proprio l’Arsenal a eliminare gli spagnoli), e in due edizioni dell’Europa League (2010/11 e 2015/16).

Ora una delle grandi ambizioni del presidente Roig è finalmente diventata realtà: il Villarreal è riuscito a portare la sua piccola comunità a disputare una finale continentale. E il termine piccola è del tutto centrato: Vila-real, infatti, è considerata un’estensione di Valencia, ma in in realtà è un comune autonomo situato nella provincia di Castellón, a 60 chilometri da Valencia, e ha solo 50mila abitanti. Quest’ultimo dato è particolarmente significativo, perché è difficile pensare che una città così ridotta possa aspirare a diventare una realtà di primo piano, o addirittura vincente, nel calcio europeo. In realtà, non è la prima volta che accade: Aitor Lagunas, giornalista spagnolo, ha infatti pubblicato un tweet che mostra come Vila-real sia addirittura la terza città più piccola di sempre ad aver raggiunto una finale continentale.

Al primo posto di questa speciale classifica c’è Monte Carlo, o meglio il Principato di Monaco: secondo il censimento del 2021, il Principato ha 46mila residenti, eppure il Monaco ha giocato la finale di Champions League nel 2004 e quella della Coppa delle Coppe nel 1992. Evidentemente si tratta di un caso molto particolare, il Monaco è infatti l’espressione di uno stato sovrano nel calcio francese, e quindi bisogna scendere al secondo posto per trovare un precedente simile a quello del Villarreal. Ovvero, quello del Bastia: il club corso, finalista della Coppa Uefa 1977/78, rappresenta una comunità di 48mila persone, quindi appena più grande del principato di Monaco e appena più piccola di Vila-real. Dopo il Submarino Amarillo, al quarto posto, c’è il Malines vincitore della Coppa delle Coppe e della Supercoppa Europea dello stesso anno: con i suoi 86mila abitanti, Mechelen – nome fiammingo della città nella provincia di Anversa – è l’unica località sotto i 100mila abitanti che abbia mai potuto festeggiare un titolo continentale. Questo miracolo sportivo non è invece riuscito al Videoton, vecchia denominazione dell’attuale MOL Fehérvár Football Club, club ungherese che nel 1985 perse la finale di Coppa Uefa contro il Real Madrid. Székesfehérvár, la città rappresentata dal MOL Fehérvár, non arriva a 98mila abitanti.

>

Leggi anche

Calcio
La semifinale tra Atlético Madrid e Arsenal ha dimostrato che un altro calcio, un calcio più equilibrato e difensivo, è ancora possibile (anche se è meno divertente)
Ventiquattr'ore dopo lo spettacolo del Parco dei Principi è andata in scena "l'anti-PSG-Bayern": pochi gol, attacchi contratti, organizzazione tattica da manuale. Vale tanto quanto, se non si dispone di fuoriclasse di grande strappo.
di Redazione Undici
Calcio
La FIFA ha avviato la procedura per obbligare tutti i club del mondo a schierare un giocatore Under 20 o Under 21 cresciuto nel proprio vivaio
Sarebbe una rivoluzione epocale per il calcio, perché costringerebbe le società a cambiare completamente la propria programmazione.
di Redazione Undici
Calcio
PSG-Bayern 5-4 è stata il trionfo dell’attacco sulla difesa, e non ha senso indignarsi: il calcio d’élite, oggi, è un gioco prettamente offensivo
Luis Enrique, Kompany e gli altri allenatori dei top club non fanno altro che valorizzare le qualità dei loro migliori giocatori, anche a rischio di concedere qualche gol in più.
di Alfonso Fasano
Calcio
Per capire lo spettacolo di PSG-Bayern, bisogna guardare Achraf Hakimi: un’ala più che un terzino, ma soprattutto un giocatore decisivo
Il fenomenale esterno marocchino è stato un riferimento offensivo continuo per i suoi compagni, ed è questo a renderlo unico nel suo genere.
di Redazione Undici