Una criptovaluta sponsorizzata da alcuni calciatori dell’Inter è praticamente fallita

FootballStars era promossa da Brozovic e Lukaku, tra gli altri, ma il valore dei token è calato del 98%.
di Redazione Undici 06 Giugno 2022 alle 17:46

Il nome utente su Twitter di Marcelo Brozovic è @brozocrypto, e la sua bio recita: «Giocatore di calcio ed evangelista delle criptovalute». Il centrocampista dell’Inter sponsorizza infatti in continuazione Nft e token legati a diverse criptovalute, tra cui “FootballStars”. Come si può intuire dal nome, questa criptovaluta in particolare aveva attirato le attenzioni di diversi calciatori, che avevano usato la loro influenza sui social per spingere i propri tifosi a investire. Romelu Lukaku, Achraf Hakimi, Ashley Young e Marcelo Brozovic – tutti compagni di squadra nell’Inter che ha vinto lo scudetto 2020/21 – si unirono a Mateo Kovacic, centrocampista del Chelsea e compagno di Nazionale di Brozovic, nel promuovere il progetto e nel condividere lo stesso video-selfice: «Amo il calcio e amo le criptovalute. Segui il miglior progetto crypto di sempre. Rimani sintonizzato!». Il messaggio riguardava un nuovo token digitale – FootballStars, appunto – che prometteva di rivoluzionare il mondo del calcio con giochi e funzionalità nuovi per gli utenti, che avrebbero visto il valore dei propri gettoni salire alle stelle in poco tempo. O almeno questo era il piano. Secondo quanto ricostruito da The Athleltic infatti, le cose sono andate molto diversamente. E molto male, per diversi piccoli investitori.

Grazie alla campagna di promozione dei calciatori – a cui si sono aggiunti anche Arturo Vidal e Stefano Sensi dell’Inter, e Dejan Lovren, croato dello Zenit San Pietroburgo – FootballStars ha raggiunto decine di milioni di utenti, che però hanno visto i loro investimenti andare in fumo quando il sito web ha smesso di esistere. «Il prezzo ha iniziato a scendere all’improvviso, perché i fondatori hanno scaricato le monete che avevano e quindi quello che hai comprato non valeva più nulla», ha raccontato Mario Frau, architetto italiano che aveva investito alcuni migliaia di dollari sulla piattaforma, dopo aver visto i messaggi dei calciatori dell’Inter. Un destino condiviso con altri tifosi, da ogni parte del mondo: «Dato che lo stavano promuovendo con diversi grandi calciatori, ho pensato che fosse un progetto legittimo e ho investito una somma decente», ha rivelato Yarzar, appassionato di calcio e criptovalute dal Myanmar. «Un po’ di fortuna mi ha aiutato a evitare di perdere tutto», ha aggiunto. Yarzar è riuscito a vendere parte del proprio portafoglio quando ha visto scendere il valore dei token, che ora ha perso il 98%. In parole povere chiunque abbia acquistato token prima dell’estate e non li sia riusciti a vendere, ora ha perso tutto.

Su Telegram il gruppo legato a FootballStars è invaso da utenti furiosi, che sentono di essere stati «truffati» o «ingannati» dai calciatori: «Ora tutto si è trasformato in polvere. Ho perso la fiducia in alcuni calciatori, in particolare Kovacic, che gioca nella mia squadra preferita, il Chelsea», ha detto Huy, uno studente universitario vietnamita che si era avvicinato alle criptovalute dopo aver visto la pubblicità su Instagram. Brozovic ha pubblicato diversi post nei mesi scorsi mostrando l’aumento di valore di FootballStars, salvo poi rimanere in silenzio una volta fallito il progetto. Il centrocampista dell’Inter, come tutti i suoi compagni coinvolti, ha preferito non rispondere alle domande di The Athletic. L’unica precisazione è arrivata dall’entourage di Lukaku, che ha negato che l’attaccante del Chelsea facesse parte in alcun modo del progetto che finora è costato migliaia di euro a degli utenti in tutto il mondo.

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