La nuova squadra costruita dal Nizza è davvero assurda

La Costa Azzurra è diventata un centro d'accoglienza per gli scarti dei grandi club.
di Redazione Undici 05 Settembre 2022 alle 17:07

Da tempo, ormai, il Nizza sta provando a entrare nell’élite del calcio transalpino e poi continentale. Non ci è ancora riuscito, nonostante un preliminare di Champions League disputato – ormai cinque stagioni fa – e tutta una serie di grandi investimenti fatti dalla ricca proprietà di INEOS: negli ultimi anni sono arrivati in Costa Azzurra giocatori come giovani e comunque riconoscibili come Saint-Maximin, Dolberg, Nsoki, Gouiri, mentre in panchina si sono alternati Lucien Favre, Patrick Vieira e, in ultimo Cristophe Galtier. Il recente addio del tecnico francese – passato al PSG – e il ritorno di Favre sono stati accompagnati da una rivoluzione di mercato e del pensiero: il Nizza costruito per questa stagione è una stranissima accozzaglia di giocatori famosi che però sono stati scartati da grandi club, oltre che dei soliti giovani da valorizzare. In realtà questa politica mista viene attuata già da qualche anno: tra il 2020 e il 2021 sono arrivati Schneiderlin, Todibo e Lemina, tutti reduci da esperienze – antiche o immediatamente recenti – con club di prima fascia come Manchester United, Barcellona e Juventus. Ora, però, nella rosa rossonera ci sono altri grandi nomi dal passato illustre: Ross Barkley, Aaron Ramsey, Kasper Schmeichel, Nicolas Pépé.

Sì, esatto, avete letto bene: il Nizza ha a disposizione, tutti insieme, un centrocampista che ha apena lasciato il Chelsea, uno dei più grandi talenti espressi dal calcio gallese negli ultimi anni, il portiere titolare della Nazionale danese e l’acquisto più costoso della storia dell’Arsenal, tutti arrivati in prestito, a parametro zero o comunque a prezzi irrisori – per Schmeichel il Leicester ha incassato solo un milione di euro. E poi ci sono altri 24 giocatori, un numero che porta il totale a 28: sono effettivamente tanti, ma va tenuto in considerazione il fatto che il Nizza giocherà la Conference League, tra l’altro il club della Costa Azzurra è stato pure inserito in un girone non proprio semplicissimo, che comprende anche Colonia, Partizan e il piccolo Slovacko.

Oltre ai nuovi acquisti anziani, Schneiderlin, Todibo e Lemina sono ancora in rosa. Poi, come se non bastasse, ci sono due giocatori arrivati in prestito dalla Premier – Sorensen del Brentford e Ryan del Fulham – e anche i giovani da valorizzare: uno di questi è il ventenne difensore italiano Mattia Viti, prelevato dall’Empoli per 13 milioni di euro; insieme a lui, sono arrivati il 22enne Sofiane Diop dal Monaco, il 28enne Laborde del Rennes e poi Alexis Beka Beka, 21enne centrocampista francese al rientro in patria dopo l’esperienza con la Lokomotiv Mosca. Insomma, Favre può pescare da una rosa assemblata in modo strano per non dire assurdo, e finora l’ha fatto in maniera – comprensibilmente – confusa: dopo due pareggi nelle prime due gare di Ligue 1 contro Tolosa e Strasburgo, sono arrivate due sconfitte contro Clermont e Marsiglia. Il successo contro il Lille e il passaggio del turno in Conference, contro il Maccabi Tel Aviv, sono stati spazzati via dalla seconda sconfitta casalinga, arrivata contro il Monaco. In campo c’erano Ramsey e Pepé. Viti e Todibo, la fascia di capitano era sul braccio di Dante – ex Bayern Monaco – e nell’intervallo è stato presentato l’ultimo colpo di mercato: l’arrivo di Ross Barkley. Sembrava una partita di Football Manager, e invece era realtà.

>

Leggi anche

Calcio
La terza Coppa del Mondo saltata dall’Italia è il fallimento di un movimento, e perciò deve essere un punto di non ritorno
E il vero problema, finora, è che tutte queste sconfitte non hanno portato a una reazione, a un reale cambiamento.
di Redazione Undici
Calcio
L’Italia è fuori dai Mondiali 2026 perché ha avuto paura della Bosnia, anche prima di rimanere in dieci
La squadra di Gattuso ha approcciato male la partita di Zenica, poi ha commesso l'errore capitale di smettere di giocare dopo aver trovato il vantaggio: una scelta dettata dalla mancanza di idee e dal terrore di essere sconfitti.
di Alfonso Fasano
Calcio
Un’intera squadra di giocatori dell’Arsenal ha rinunciato a giocare con la Nazionale prima o durante la pausa di marzo
La rosa dei Gunners è stata colpita da tanti piccoli infortuni eppure in Inghilterra in pochi credono che non ci sia una strategia da parte del club.
di Redazione Undici
Calcio
Il Giappone che va ai Mondiali, uno dei più forti di sempre, è pieno di giocatori che sono passati o sono ancora nel Sint-Truiden
E ovviamente non è un caso, ma il frutto di una sinergia forte tra il club belga e l'intero sistema nipponico.
di Redazione Undici