Mauro Icardi non ha solo vinto il campionato turco, l’ha dominato

L'ex capitano dell'Inter è rinato al Galatasaray.
di Redazione Undici 31 Maggio 2023 alle 11:38

C’erano un po’ di perplessità intorno alle numerose operazioni di mercato fatte dal Galatasaray nell’estate 2022. A pensarci bene, non poteva essere altrimenti: il club di Istanbul aveva preso, tutti insieme, Juan Mata (34 anni, arrivato a costo zero dopo lo svincolo dal Manchester United), Lucas Torreira (26 anni, arrivato per sei milioni dall’Arsenal), Sérgio Oliveira (30 anni, arrivato dal Porto per tre milioni), Milot Rashica (26 anni, ex promessa del Werder Brema poi sfiorito in Inghilterra), Haris Seferovic (30 anni, in prestito dal Benfica), Dries Mertens (35 anni, era svincolato dopo la fine della sua lunga avventura al Napoli) e anche Maurito Icardi (29 anni, in prestito dal PSG). Proprio quest’ultimo colpo, inevitabilmente vissuto come un evento storico dai tifosi del Gala, aveva suscitato anche un po’ di ironia, soprattutto nel nostro Paese: Icardi aveva chiuso la sua esperienza in Francia in modo tumultuoso e inglorioso, più o meno come era successo all’Inter, e in virtù di questo era considerato poco più di un ex calciatore. In questo senso l’approdo in Turchia era un segnale piuttosto inquietante, per lui.

Flash forward e andiamo a fine maggio 2023, cioè a poche ore fa: Mauro Icardi segna due gol contro l’Ankaragucu, è la sua terza doppietta consecutiva, e trascina il Galatasaray alla conquista del suo 23esimo titolo nazionale turco. Era dal 2019 che il club fondato a Galata, nella parte europea di Istanbul, non vinceva il campionato. Il contributo di Icardi a questa vittoria non si esaurisce con gli exploit di queste ultime giornate, tutt’altro: dopo un inizio lento e turbolento, con cinque partite saltate per problemi muscolari di vario tipo, il centravanti argentino ha messo insieme 21 gol e sette assist in 1798 minuti di gioco. Basta fare due semplici operazioni aritmetiche, un’addizione e una divisione, per rendersi conto che Icardi, nella Super Lïg turca, ha segnato o ha servito un passaggio decisivo ogni 64 minuti di gioco. Con lui in campo, in pratica, la squadra allenata da Okan Buruk – anche lui con un passato significativo nell’Inter – è partita e parte sempre con un gol di vantaggio.

Ora è inevitabile porsi delle domande sulla consistenza della Super Lïg, sul fatto che Icardi abbia dovuto trasferirsi proprio in quel campionato per rinascere. Le perplessità intorno a lui non si dissolvono, ma allo stesso tempo va detto che i suoi numeri sono davvero clamorosi, esattamente come l’impatto avuto sull’intero ecosistema calcistico – e non solo calcistico – della Turchia. Le Parisien, per esempio, ha raccontato come diversi parrucchieri per uomo di Istanbul abbiano dovuto fare i conti con tantissimi ragazzi che hanno chiesto di tingersi i capelli di biondo, proprio per imitare Mauro Icardi; da quando l’ex capitano dell’Inter ha iniziato a giocare stabilmente da titolare, cioè dopo Natale, il Galatasaray ha vinto 14 partite su 17 disputate: la presenza e il rendimento di Icardi hanno relegato ai margini tutte le altre prime punte del Galatasaray: Seferovic, per dire, non è andato oltre i 600 minuti complessivi in campo, mentre l’altro veterano Gomis ha giocato solo sette volte dal primo minuto.

Il tema che si pone adesso riguarda il futuro di Icardi. Che, ovviamente, ha già dichiarato di voler rimanere al Galatasaray. Il punto è che c’è da sedersi al tavolo delle trattative con il PSG, che l’ha ceduto in prestito secco e con cui Icardi ha un contratto in scadenza la prossima estate. A raccontarla così, sembrerebbe tutto già apparecchiato: offerta non troppo alta del Gala – si dice che il club turco sia pronto a investire una decina di milioni – e trasferimento a titolo definitivo, così da chiudere tutti i ponti e tutti i conti con la Francia. Le parole di Icardi, in questo senso, hanno un enorme significato: «A Parigi ho giocato con i calciatori migliori al mondo, ma non sentivo che c’era interesse nei miei confronti. Qui, invece, percepisco l’amore dei tifosi».

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