Il tweet di Henrikh Mkhitaryan sulla guerra in Nagorno-Karabakh

«Civili e bambini sono sotto attacco: questo è un genocidio», ha scritto il centrocampista dell'Inter sul suo profilo.
di Redazione Undici 20 Settembre 2023 alle 15:55

In Armenia, nel suo Paese, Henrikh Mkhitaryan è qualcosa di più che un semplice giocatore: è un simbolo, e non solo perché è uno dei più grandi talenti mai espressi dal calcio armeno, forse il più grande in assoluto, ma soprattutto per il suo impegno politico. Da anni, infatti, il centrocampista dell’Inter denuncia ciò che avviene in Nagorno-Karabakh, regione autoproclamatasi indipendente nel 1991 che però è contesa da Armenia e Azerbaijan. Si tratta di un’enclave armena-cristiana in territorio azero-musumlano per cui i militari combattono da molti anni: lo scoppio del conflitto risale al 1992, poi nel 1994 ci fu la prima interruzione; nel 2012 e nel 2016 ci furono nuovi scontri di piccola portata tra gli eserciti, poi a partire da settembre 2020 abbiamo assistito a una nuova escalation, che si trascina ancora oggi. Al momento il conflitto è ufficialmente fermo, solo che il cessate il fuoco viene violato spesso. Com’è successo nelle ultime ore, quando l’esercito azero ha lanciato un nuovo attacco.

Mkhitaryan è intervenuto proprio per questo: attraverso il suo profilo Twitter/X, il centrocampista armeno ha raccontato che «120mila civili, tra cui 30mila bambini, sono sotto attacco militare nel territorio del Nagorno-Karabakh. L’Azerbaigian ha ripreso a bombardare civili e infrastrutture civili dopo nove mesi di blocco deliberato, carestia e negazione dell’accesso umanitario. Lo hanno detto gli esperti: questo è un genocidio.Invito i miei tifosi, il mondo dello sport e i colleghi dei media a reagire e a contribuire a diffondere la voce per ripristinare la pace. I bambini NON sono un bersaglio, eppure contiamo già un bambino morto e 11 feriti».

Come detto, non è la prima volta che Mkhitaryan si esprime pubblicamente sulle vicende politiche e militari del suo Paese. Anzi, si può affermare tranquillamente che la sua carriera sia strettamente legata alla situazione controversa dell’Armenia. Fino al punto che, quando era all’Arsenal, il centrocampista dell’Inter ha dovuto saltare una finale di Europa League per il fatto di essere armeno. Il motivo è semplice: la finale in questione, contro il Chelsea di Maurizio Sarri, era in programma e si sarebbe effettivamente disputata a Baku, capitale dell’Azerbaijan. Mkhitaryan ha avuto problemi anche in occasione di altre trasferte in territorio azero: a ottobre nel 2018 dovette saltare una sfida di Europa League contro il Qarabag, e la stessa cosa era avvenuta tre anni prima, quando indossava la maglia del Borussia Dortmund.

>

Leggi anche

Calcio
Luca Reggiani ha debuttato da titolare nella gara di Champions tra Borussia Dortmund e Atalanta, e ha dimostrato di poter giocare a questo livello
È un difensore di 18 anni, è nato a Modena e dal 2024 si è trasferito in Germania. Dove, evidentemente, non si sono fatti problemi a lanciarlo non appena ne hanno avuto l'occasione.
di Redazione Undici
Calcio
Nel gioco EA Sports FC 27 dovrebbe esserci una modalità Open World in cui si potrà andare dal barbiere e visitare tanti campetti diversi, come se fosse GTA
Da anni si parla di questa possibile rivoluzione, ma ora sembra arrivato il momento giusto: lo confermano le testate specializzate e tante altre indiscrezioni.
di Redazione Undici
Calcio
Il Tottenham sta andando così male che è già sicuro di perdere decine di milioni di euro, e la situazione diventerebbe drammatica in caso di retrocessione
I partner commerciali degli Spurs stanno già rivedendo i contratti con il club per evitare ulteriori flop finanziari.
di Redazione Undici
Calcio
Sterling alla fine è andato al Feyenoord, solo che non ha ancora il permesso di lavoro e così ha “costretto” tutti i suoi nuovi compagni ad andare ad allenarsi in Belgio
Un paradosso burocratico che riassume bene la parabola discendente dell'ex Chelsea e Manchester City.
di Redazione Undici