Lo Shakhtar gioca la Champions ad Amburgo, ed è una scelta che piace a tutti

La città tedesca ha accolto tanti rifugiati ucraini e ora lo fa ha fatto anche con il club di Donetsk.
di Redazione Undici 20 Settembre 2023 alle 13:40

È dall’estate del 2014 che lo Shakhtar Donetsk non gioca una partita nello stadio della propria città: il 23 agosto, infatti, la Donbass Arena fu parzialmente danneggiata da due bombe esplose a causa dei conflitti militari tra le forze governative ucraine e quelle filorusse. Inevitabilmente, per ragioni di sicurezza, lo Shakhtar fu costretto a cambiare stadio per disputare le proprie gare casalinghe nazionali e internazionali. La squadra di Donetsk si trasferì allora all’arena L’viv di Leopoli, utilizzata fino al 2016, poi allo stadio Metalist di Charkiv, fino al 2020, infine allo stadio Olimpico di Kiev, fino al 2022. L’inizio della guerra tra Russia e Ucraina ha reso ancora più difficile la situazione dello Shakhtar: la stagione 2021/22 del campionato ucraino non è stata portata a termine, poi le gare sono ripartite ma senza pubblico; la squadra di Donetsk è tornata a giocare all’Arena L’viv di Leopoli, ma per le gare europee – prima in Champions, poi in Europa League – ha scelto stadio nazionale di Varsavia. Quest’anno è iniziato con un nuovo trasloco: per le gare interne di Champions, lo Shakhtar è stato e sarà ospitato al Volksparkstadion di Amburgo.

Proprio in Germania lo Shakhtar ha fatto il suo esordio nella fase a giorni della Champions League 2023/24 contro il Porto. La partita è stata vinta dalla squadra portoghese per 3-1, ma in questo caso il risultato del match va in secondo piano. La notizia più importante, infatti, è che lo Shakhtar è finalmente tornato a giocare una partita davanti a un pubblico vero, entusiasta, in un’atmosfera positiva. Lo stadio di Amburgo era sold out, tra i tifosi ucraini, quelli tedeschi e quelli ospiti si è respirata una grande sportività, in tutti i settori hanno sventolato bandiere gialle e azzurre, i colori nazionali dell’Ucraina. Già una settimana prima della partita erano stati venduti 23mila biglietti, ma poi le richieste per ottenere un tagliando per il match dello Shakhtar sono cresciute a dismisura, arrivando a quota 47mila. Ma perché tutta questa gente ha riempito gli spalti del Volksparkstadion di Amburgo per una partita senza nessun club tedesco in campo?

Intanto va detto che la scelta dello Shakhtar di giocare le partite di Champions ad Amburgo non è stata casuale. Dall’inizio del conflitto tra Ucraina e Russia, infatti, si stima che più di un milione di ucraini si siano trasferiti in Germania; di questi, oltre 80mila hanno trovato rifugio proprio ad Amburgo. Ecco il racconto di un tifoso dello Shakhtar che si è spostato in Germania, intervistato da The Athletic poco prima della gara: «Il calcio ucraino non viene trasmesso dalla tv tedesca o dalle piattaforme streaming. Vedere quindi la mia squadra dal vivo è un grande privilegio. Diventa una straordinaria occasione per allontanarmi un momento dalle brutte notizie in arrivo dal mio Paese, per incontrare vecchi amici o conoscerne di nuovi, che come me sono dovuti fuggire dalla guerra».

Allo stadio erano presenti molti tifosi tedeschi, quasi come se ci fosse stata una mobilitazione a sostegno dello Shakhtar e dell’Ucraina: il club di Donetsk, infatti, ha subito ingenti perdite a causa della guerra, eppure continua a devolvere una parte dei suoi incassi a sostegno delle persone che non sono riuscite a scappare, che vivono ancora nel Paese. Oltre a questo aspetto, pesa ovviamente anche il fascino della Champions League: soprattutto in una città che non vede partite di livello europeo da oltre dieci anni. L’Amburgo, infatti, è da anni in Zweite Liga – la seconda divisione della piramide tedesca – e ha disputato la sua ultima partita in Europa League nel 2010, era la semifinale contro il Fulham, mentre in Champions League la squadra tedesca non gioca addirittura dal 2006.  Insomma, lo Shakhtar ad Amburgo è un incastro che fa piacere a tutti: al club, all’Ucraina, agli ucraini ma anche agli abitanti di Amburgo. Che, basta riguardare l’atmosfera di ieri sera al Volksparkstadion, sembrano davvero felici di essere parte di questa storia.

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