Un inaspettato record di Ange Postecoglou in Premier League

Il nuovo manager del Tottenham è il miglior allenatore esordiente nella storia del massimo campionato inglese.
di Redazione Undici 24 Ottobre 2023 alle 11:09

Il grande inizio del Tottenham non è stato un fuoco di paglia, anzi. La vittoria nel derby londinese contro il Fulham ha proiettato gli Spurs al primo posto in Premier League, una condizione che non si verificava dal 6 dicembre 2020: allora la squadra guidata da Mourinho condivise la prima posizione con il Liverpool di Klopp a cavallo tra le giornate 11 e 12. Stavolta la situazione è ancora migliore: Postecoglou e i suoi uomini sono in testa da soli con uno score di sette vittorie e due pareggi in nove partite. Le uniche squadre che sono riuscite a fermare il Tottenham sono state il Brentford (alla prima giornata, 2-2) e l’Arsenal (2-2); tutte le altre avversarie che hanno incrociato gli Spurs, ovvero Manchester United, Bournemouth, Burnley, Sheffield United, Liverpool, Luton Town e il già citato Fulham, non sono riuscite a strappargli neanche un pareggio.

I meriti principali di questa rinascita in atto vanno attribuiti a Ange Postecoglou, il primo allenatore australiano nella storia della Premier League. L’ex manager del Celtic ha impresso fin da subito il suo marchio sugli Spurs, trasformandoli in una squadra offensiva, intensa, che fa un possesso palla ricercato e cerca sempre di dominare l’avversario. La svolta tattica portata dal nuovo tecnico ha avuto un impatto fortissimo, stando agli stessi giocatori del Tottenham: secondo Son Heung-min, «giocare in questo modo è divertente: per i giocatori, per gli attaccanti, non so per i difensori, ma per me pressare in alto è un lavoro più facile rispetto a quando dovevamo correre 70 metri dietro». Quella dell’attaccante coreano non è stata l’unica dichiarazione di apprezzamento nei confronti di Postecoglou, che tra l’altro è riuscito a far rifiorire il Tottenham all’indomani dell’addio di Harry Kane, capitano e soprattutto miglior giocatore degli Spurs negli ultimi, boh, quindici o vent’anni?

Le statistiche a volte significano poco, ma nel caso del Tottenham e di Postecoglou servono a certificare il gran lavoro fatto finora. Grazie a questo avvio praticamente perfetto, se si esclude la sconfitta contro il Fulham in Carabao Cup, l’australiano è diventato il miglior manager esordiente nell’intera storia della Premier League. Anche dei mostri sacri come Guardiola e Mourinho non sono riusciti ad accumulare 23 punti nelle prime nove gare in carica con Manchester City e Chelsea: nel 2016, il tecnico catalano si fermò a 20; stessa quota dello Special One nella sua prima stagione a Stamford Bridge, esattamente vent’anni fa. Il record in realtà apparteneva a Guus Hiddink e Mike Walker, rispettivamente alla guida del Chelsea 2008/09 e del Norwich City 1992/93: entrambi, infatti, arrivarono a quota 22. Uno in meno rispetto a un allenatore accolto nello scetticismo generale, ma che ha riportato il Tottenham ad alti livelli. Anzi: a livelli che nel Nord di Londra non si vedevano da tantissimo tempo, almeno in Premier League.

>

Leggi anche

Calcio
Adesso anche in Premier League si lamentano delle perdite di tempo durante le partite, e la colpa è (soprattutto) delle palle inattive
Ormai anche in Inghilterra parlano dei calci piazzati come "un'epidemia della perdita di tempo". E non sempre chi è più bravo a sfruttarli è anche chi rallenta l'esecuzione.
di Redazione Undici
Calcio
E se la crisi del Tottenham fosse legata anche a un calciomercato fatto partendo dai dati sbagliati?
Soltanto un blackout totale alla radice potrebbe spiegare un verdetto surreale: gli Spurs in zona retrocessione.
di Redazione Undici
Calcio
Nella doppia sfida tra Barcellona e Atlético, e contro Lamine Yamal, Matteo Ruggeri ha dimostrato di essere un giocatore di alto livello
Il terzino dei Colchoneros ha offerto due prestazioni complete, importanti, ed è riuscito a limitare un fuoriclasse dei nostri tempi.
di Redazione Undici
Calcio
La Spagna continua a produrre tantissimi calciatori di alta qualità, e il merito è di un modello che valorizza davvero il talento
Il Barcellona, il Real Madrid, gli altri club e anche la Federazione sono al centro di un progetto che, col tempo, ha assunto sembianze industriali.
di Alessandro Cappelli