Alcuni giocatori che sono andati in Arabia Saudita vorrebbero tornare in Europa, ma non è così facile

Le tasse, ancora prima che gli stipendi, rappresentano un enorme problema.
di Redazione Undici 09 Gennaio 2024 alle 12:10

Negli stessi giorni in cui i giocatori delle squadre europee hanno cominciato ad accettare le gigantesche offerte che gli sono arrivate dall’Arabia Saudita, i giornali – quelli del nostro continente, naturalmente – hanno cominciato a scrivere del loro desiderio di tornare in Europa. È chiaro che le cose non siano andate così velocemente, ma in effetti qualche problema c’è stato. E allora non è esagerato pensare che sì, qualche calciatore abbia davvero iniziato a puntare i piedi, a cercare un modo per non interrompere prima la sua avventura nella Saudi Pro League. Solo che non è così facile. Per una ragione su tutte, anche abbastanza semplice da intuire: gli enormi guadagni garantiti dai club sauditi sono soggetti a una tassazione agevolata, ma le cose cambierebbero nel momento in cui dovessero tornare in Europa.

In questo articoloThe Athletic racconta il caso di Jordan Henderson, e quindi di un calciatore britannico che vorrebbe tornare in UK. Ma il discorso si applica più o meno a tutti gli ex giocatori di Liga, Serie A, Ligue 1: l’ex capitano del Liverpool ha accettato l’offerta dell’Al-Ettifaq, ma ora sembra averne abbastanza dell’Arabia Saudita. E il suo obiettivo dichiarato è ricominciare a giocare in Premier League. Il punto, come detto, è che il suo stipendio non solo è fuori scala, Henderson infatti guadagna poco meno di 850mila euro a settimana, ma un suo eventuale rientro in Inghilterra sarebbe subito tassato con un’imposta sul reddito pari al 47%, mentre adesso è al 20%. Per dirla brutalmente: se ritornasse a casa, Henderson perderebbe un bel po’ di soldi. A meno che non tenga duro ancora un po’: l’ex capitano del Liverpool, esattamente come tutti gli altri calciatori che hanno lasciato la Premier League nel 2023, intanto deve “resistere” all’estero fino al 5 aprile 2024. E poi per il successivo anno fiscale, quindi fino al 5 aprile 2025. E lo stesso discorso vale anche per i trasferimenti in prestito, visto che un ritorno nel Regno Unito potrebbe portare a interrompere la loro “assenza” dal regime fiscale britannico. Pete Hackleton, esperto in materia fiscale intervistato da The Athletic, ha spiegato che «la differenza di guadagno sarebbe enorme. Di conseguenza, un’eventuale trattativa con un nuovo club dovrebbe tener conto di questo delta, se i calciatori volessero continuare a guadagnare delle cifre elevate». Insomma, dovrebbero essere i club a pareggiare l’offerta, per quanto possibile.

Ma esiste una soluzione alternativa, per chi vuole tornare in Inghilterra? Sì, ma costringerebbe i giocatori ad aspettare ancora, cioè a trasferirsi in altri Paesi prima di accettare l’offerta di un club di Premier. «Per essere un residente fiscale al di fuori del Regno Unito», spiega Hackleton, «è necessario avere un impiego a tempo pieno all’estero. Firmare un contratto con un club spagnolo, per esempio, ti porterebbe a essere inserito nel sistema spagnolo». A quel punto, però, si aprirebbe un’altra problematica, ovvero quella riguardante i requisiti del nuovo Paese: nel caso della Spagna converrebbe, visto che il regime fiscale spagnolo permetterebbe ai giocatori di non veder tassato il proprio reddito all’estero. Ma Henderson e tutti gli altri ex calciatori di club di Premier League – Fabinho, Mahrez, Laporte e molti altri – sarebbero disposti a trasferirsi nella Liga? E soprattutto: i club di Liga sarebbero pronti a offrirgli dei contratti così ricchi? Anche questa risposta è abbastanza semplice da intuire.

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