A 33 anni, Luuk de Jong sta vivendo la migliore stagione della sua carriera

È l'attaccante più "efficace" dei maggiori campionati europei: tra gol e assist ha fatto meglio di Mbappé, Kane e Lautaro.
di Redazione Undici 28 Febbraio 2024 alle 18:48

Della stagione perfetta del Psv Eindhoven abbiamo già parlato (qui e qui), adesso è il momento in cui i numeri ci impongono di parlare anche del protagonista di questa stagione perfetta: Luuk de Jong. Come scrive Jon Prada su Marca, in questo momento parlare di De Jong significa parlare del migliore realizzatore del calcio europeo, dove per realizzatore si intende l’attaccante che ha messo assieme più gol e più assist. I numeri di De Jong: ha contribuito alla realizzazione di 43 gol fin qui, 31 li ha segnati lui (meglio ha fatto soltanto Mbappé), 12 li ha fatti fare ai compagni. Nella classifica aggregata che tiene conto di gol e assist, nei cinque maggiori campionati europei a lui si avvicina soltanto Gyökeres dello Sporting Lisbona, altro attaccante che sta vivendo la migliore stagione della carriera (di lui avevamo parlato qui). Dietro, poi, tutti gli altri: Mbappé a 39 (32 gol e 7 assist), Kane (39), Watkins (31), Rafa (31), Thiago (30), Lautaro (30), Icardi (29) e Salah (29).

A 33 anni, de Jong sta vivendo il secondo miglior momento della sua carriera. Il primo lo aveva vissuto sempre al Psv: 94 gol in 159 presenze tra il 2014 e il 2019. Poi è venuta per lui la sfortunata parentesi spagnola, tra Siviglia e Barcellona. È vero che con gli andalusi ha vinto una Europa League segnando pure una doppietta nella finale contro l’Inter, ma è vero anche che in due stagioni (94 presenze in tutto) non ha segnato moltissimo: meno di venti gol, 19 per la precisione, segnati in tutto nella prima metà della sua esperienza spagnola. Dopo il Siviglia, il Barcellona: voluto da Koeman, ha giocato pochissimo, segnato meno (6 gol) ed è diventato suo malgrado simbolo di uno dei momento più confusionari della storia recente dei blaugrana.

Certo, De Jong sembra il tipo di persona la cui autostima non viene scalfita da momentanee difficoltà come quelle vissute in Spagna. Dei suoi anni nella Liga, l’attaccante ha un ricordo piuttosto peculiare, abbastanza diverso da quello dei tifosi delle squadre in cui ha giocato: «Sono stato un giocatore del Barça e posso dire con orgoglio che il Camp Nou ha cantato il mio nome. Al Siviglia abbiamo vinto l’Europa League e ho deciso la finale con due gol. C’era molto scetticismo quando sono arrivato in Spagna nel 2019, ma ne è valsa la pena. Ho dimostrato di poter essere importante in qualsiasi squadra e a qualsiasi livello, anche se si tratta di partire dalla panchina». Non vediamo l’ora di scoprire come commenterà questa stagione al Psv, in cui ha davvero dimostrato di poter essere ancora importante.

>

Leggi anche

Calcio
A Bergamo, l’Atalanta è molto più di una squadra di calcio: è una promessa di fede eterna, è l’identità stessa della città
Reportage dai luoghi in cui nasce e vive la passione per la Dea: un club ha stabilito una vera e propria simbiosi con il suo popolo, al di là del risultato.
di Jacopo Morelli
Calcio
Il Barcellona ha incassato 277 milioni di euro dalle maglie e dal merchandising, una cifra quattro volte superiore a quella di Milan, Juventus e Inter
Mentre questa fonte di profitti sta vivendo un boom per tutta Europa, le italiane crescono meno delle altre o addirittura sono in calo. Qualche appunto dal modello blaugrana.
di Redazione Undici
Calcio
Per assumere e licenziare Ruben Amorim, il Manchester United potrebbe arrivare a spendere oltre 40 milioni di euro
La gestione economica dei Red Devils continua a rivelarsi costellata di spese decisamente evitabili.
di Redazione Undici
Calcio
L’allenatore dell’Almería ha detto che «Cristiano Ronaldo può venire a giocare qui quando vuole, questo club adesso è suo»
Il fuoriclasse portoghese è diventato comproprietario del club. E quindi non sarebbe così assurdo pensare a un'ultimissima appendice spagnola della sua carriera.
di Redazione Undici