Contro i francesi, “El Dibu” Martinez dà sempre il meglio di sé

Tra i pali, certo. Ma quello in cui eccelle davvero è la provocazione, la presa in giro, la showmanship.
di Redazione Undici 19 Aprile 2024 alle 17:34

Provocatorio, irridente, spaccone, esagerato, a tratti maleducato: in due parole, “Dibu” Martinez. Quando poi sente parlare francese, il portiere dell’Aston Villa e della nazionale argentina riesce a dare il meglio (o il peggio, dipende da quale squadra tifate) di sé. Come è successo nel giovedì di Conference League, quando durante la partita di ritorno dei quarti di finale in casa del Lille si è esibito in un vero e proprio show, fatto di esultanze provocatorie, balletti e gesti con i quali invitava i tifosi avversari al silenzio. E alla fine ha avuto ragione lui, come nel 2022 durante la finale dei Mondiali, perché ha vinto in entrambe le occasioni la partita, non prima di essersi fatto fischiare da ogni cittadino francese presente allo stadio e pure da quelli seduti davanti al televisore.

Riavvolgiamo il nastro della partita per capire esattamente cosa è successo: l’Aston Villa di Martinez è arrivato a Lille con l’intenzione di difendere il risultato dopo la vittoria per 2 a 1 nella gara di andata. Fin dal riscaldamento sono arrivate bordate di fischi dal pubblico dello stadio Pierre Mauroy — che certamente non ha dimenticato i gesti osceni con il trofeo di miglior portiere del Mondiale 2022 né gli sfottò rivolti a Mbappé durante i festeggiamenti in patria — che non hanno accennato a diminuire nel corso della partita a ogni tocco di palla, e anche quando la palla Martinez non la toccava. Lo stesso Martinez non ha fatto niente per ingraziarsi il pubblico di casa, va detto, come nell’occasione in cui si è meritato un cartellino giallo, al 39esimo, per perdita di tempo durante un rinvio dal fondo. Nonostante le sue grandi parate (è stato autore senza dubbio di una ottima prestazione), l’Aston Villa non è riuscito a resistere agli attacchi dei padroni di casa, concludendo i tempi regolamentari, e poi i supplementari, sotto 2 a 1: calci di rigore. E qui, come al Mondiale, è iniziato lo spettacolo di “El Dibu”.

Emiliano Martínez dancing in front of the Lille Fans, as he saved the last penalty.
byu/TrenAt14 insoccer

Perché Martinez rimane un grande portiere, e uno specialista dei calci di rigore: nelle ultime cinque occasioni in cui, con lui in campo tra club e Nazionale, una partita è finita ai rigori, la sua squadra ha sempre vinto. E infatti, il primo rigore per il Lille calciato da Bentaleb viene subito neutralizzato, con istantanea — e quasi spontanea, come se fosse la cosa più naturale del mondo — esultanza in faccia al pubblico, a cui fa il gesto di stare in silenzio. Scatta il secondo giallo dopo altri gesti provocatori rivolti al pubblico, che però non può essere sommato a quello del primo tempo, visto che per il regolamento se una partita arriva ai rigori i cartellini vengono azzerati (o meglio, non possono essere sommati a provvedimenti disciplinari subiti dopo il 90esimo e portare a un’espulsione nella stessa partita, ma a una squalifica sì, e infatti Martinez non giocherà nell’andata della semifinale contro l’Olympiakos). Con grande delusione del pubblico, che già gli indicava la via per gli spogliatoi, “El Dibu” resta in campo. E da buon antagonista, come da copione, si toglie la soddisfazione di parare l’ultimo rigore del Lille, calciato da André, e di regalare la semifinale di Conference League all’Aston Villa: festeggiando, ovviamente con un balletto sotto la curva dei tifosi.

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