Quello della Nazionale norvegese è l’attacco più forte del mondo?

Parliamo di Haaland e di Sorloth, i centravanti di Manchester City e di Villareal, che hanno segnato 64 reti in questa stagione.
di Redazione Undici 20 Maggio 2024 alle 16:58

Dimenticatevi della “Lu-La” (il tandem composto da Lautaro Martinez e Lukaku ai tempi dell’Inter di Conte), della “BBC” originale del Real Madrid (quella di Bale, Benzema e Cristiano Ronaldo), anche dei “Calypso Boys” (Andy Cole e Dwight Yorke in maglia United, una delle coppie di attaccanti più iconiche degli anni ’90) e preparatevi a dare il benvenuto alla “Haal-Oth”, o alla “Sor-Land”, che dir si voglia: vale a dire alla coppia composta da Haaland e Sorloth. Capocannoniere della Premier League il primo e della Liga spagnola il secondo, 38 reti stagionali per la punta del Manchester City e 26 per quella del Villareal, 194 centimetri di altezza e 88 chili di peso per Erling, 195 centimetri e 90 chili per Alexander. Ancora più semplicemente, in quattro parole: l’attacco della nazionale norvegese.

Haaland è la superstar della coppia, il giocatore straconosciuto anche nel panorama internazionale, la macchina da gol definitiva che gioca in una delle squadre più forti e organizzate del mondo. Classe 2000, 24 anni ancora da compiere, Haaland sembra a tutti gli effetti un predestinato: in sole cinque stagioni da professionista — passate tra Molde, Salisburgo, Borussia Dortmund e Manchester City — ha già realizzato 225 reti in carriera, conto a cui vanno aggiunti 27 gol con la maglia della Nazionale, di cui è già il secondo miglior marcatore nella storia. Diverso invece il discorso per l’altro, per Sorloth, che finora in carriera è stato un apolide: a 28 anni non è mai stato più di due stagioni nella stessa squadra, una carriera passata tra Olanda (Groningen), Danimarca (Midtjylland), Belgio (Gent), Inghilterra (Crystal Palace), Germania (Lipsia), Turchia (Trabzonspor) e Spagna, dove ha finalmente trovato la sua dimensione tra Real Sociedad e, soprattutto, Villareal, con cui sta per vincere il titolo di Pichichi dopo il poker rifilato al Real Madrid — 23 gol finora in Liga, sarebbe il primo per un giocatore non di Barcellona e Real Madrid dal 2009.

Questa coppia però, per la fortuna di tutte le difese del continente (e un po’ a sorpresa), non si presenterà ai prossimi Europei. La Norvegia infatti non si è qualificata per la fase finale del campionato europeo, che si terrà a giugno in Germania: fatale il girone A, quello con Spagna, Scozia, Georgia e Cipro. L’appuntamento è però solo rimandato. I “Løvene (traduzione norvegese di “Leoni”) hanno giocato gli Europei solo nel 2000, prima e unica volta nella loro storia, ma la sensazione è che il talento, nella terra dei fiordi, in questa generazione sia abbondante: oltre ai già citati Haaland e Sorloth, la Norvegia può contare anche sul capitano dell’Arsenal Odeegard, sul terzino del Borussia Dortmund Ryerson e su alcune conoscenze della Serie A come Pedersen, Ostigaard e Thorstvedt. Lo sguardo sarà rivolto al Mondiale 2026, quello che si giocherà tra Stati Uniti, Canada e Messico, rigorosamente sulle spalle della “Haal-Oth”. O della “Sor-Land”, la scelta è vostra.

>

Leggi anche

Calcio
Vinícius Júnior è una macchina da soldi che funziona benissimo, ma anche un campione di tolleranza e solidarietà
L'attaccante del Real Madrid ha tantissimi accordi commerciali, ma è anche un simbolo per le sue iniziative benefiche e sociali.
di Redazione Undici
Calcio
Il Goteborg lancerà e indosserà 15 maglie Home in questa stagione, una per ogni partita in casa
Con questi kit customizzati, uno dei club più blasonati del calcio svedese omaggerà tutti i quartieri della città che rappresenta.
di Redazione Undici
Calcio
Grazie a un nuovo progetto e a uno stadio posto a oltre 4mila metri di altitudine, la Bolivia può tornare davvero ai Mondiali dopo più di trent’anni
Il percorso di qualificazione dei sudamericani era cominciato malissimo, ma poi le cose sono cambiate. In campo e fuori.
di Redazione Undici
Calcio
Il Senegal non è più campione d’Africa, almeno formalmente, ma ha deciso di ribellarsi e di continuare a celebrare il titolo
Come sfidare le autorità calcistiche africane in grande stile? Presentare ricorso, sfilare a Parigi con la Coppa, indossare una maglia celebrativa con una stella per ogni vittoria.
di Redazione Undici