Il Bordeaux rischia di fare una bruttissima fine

Il club francese è stato retrocesso in terza divisione a causa dei suoi problemi economici. E potrebbe sprofondare ancora più in basso.
di Redazione Undici 23 Luglio 2024 alle 15:50

Il calcio francese sta vivendo un momento molto difficile. Anche se il caos relativo ai diritti tv è stato risolto, più o meno, i problemi economici dei club restano lì, piuttosto minacciosi. E ora c’è anche la storia del Bordeaux, un monito che spiega cosa potrebbe succedere se una società non dovesse riuscire a sistemare il proprio bilancio. Iniziamo dalle ultimissime notizie: il club girondino è stato ufficialmente retrocesso in National 1, la terza divisione della lega francese, nonostante abbia terminato la Ligue 2 al 12esimo posto. E la stessa società, attraverso un comunicato ufficiale diffuso via X/Twitter, ha accettato la sanzione, rinunciando così a presentare appello. Perché? Semplice: perché in realtà la situazione potrebbe ancora peggiorare. Il Bordeaux, infatti, dovrà presentare di nuovo il proprio bilancio all’esame della DCNG – acronimo di Direction Nationale du Contrôle de Gestion, ovvero l’organizzazione responsabile del monitoraggio e della supervisione dei conti delle squadre di calcio professionistiche francesi – e corre il rischio di un’ulteriore retrocessione, in quarta o addirittura in quinta divisione.

Andando un po’ più a ritroso e un po’ più a fondo, scopriamo che il Bordeaux ha un buco di bilancio di 40 milioni di euro. E che l’attuale e controverso proprietario – Gerárd López, già alla guida del Lille e azionista di maggioranza del Boavista, in Portogallo – si è espresso con parole piuttosto pessimistiche in un’intervista rilasciata ad AFP: «La situazione è critica». Sulle parole di López pesa anche l’esito negativo delle trattative con Fenway Sports Group, la holding americana che detiene la proprietà del Liverpool: lunedì sera, praticamente in extremis, si parlava di una possibile acquisizione da parte di FSG. Sarebbe stato un vero e proprio miracolo, ma alla fine l’affare è saltato a causa delle «ingenti spese operative del club, soprattutto quelle relative alla gestione dello stadio, a cominciare dagli affitti arretrati». In effetti la gestione del Matmut-Atlantique, impianto-gioiello inaugurato in occasione degli Europei 2016, avrebbe un costo davvero elevato per un club di Ligue 1. Figuriamoci per uno che milita in National 1.

Il punto, come detto, è che la situazione potrebbe addirittura peggiorare. L’ha scritto anche L’Équipe in questo articolo: «Il Bordeaux ha deciso di non presentare appello, ma nel frattempo il DNCG ha avviato una nuova procedura di recupero giudiziario. Secondo i regolamenti, dovrebbe scattare automaticamente una retrocessione nella serie inferiore a quella di appartenenza. Solo dopo, poi, si verificherà se ci sono i margini per un’ulteriore sanzione». Dal canto suo, però, il club girondino starebbe coltivando l’idea di mantenere quantomeno l’iscrizione alla terza categoria. Ancora secondo L’Èquipe, infatti, il regolamento della LFP è stato interpretato in maniera non sempre univoca. Di conseguenza, i giudici potrebbero tener conto del fatto che il Bordeaux abbia partecipato all’ultimo torneo di Ligue 2, e quindi la retrocessione “automatica” porterebbe i girondini in National 1. E non in National 2, la quarta divisione della piramide calcistica francese. Per il Bordeaux si tratterebbe di una manna: l’iscrizione alla terza categoria permetterebbe al club di mantenere lo status professionistico e di non cedere il suo centro di allenamento. Sempre meglio che niente, per provare a ripartire.

>

Leggi anche

Calcio
La semifinale tra Atlético Madrid e Arsenal ha dimostrato che un altro calcio, un calcio più equilibrato e difensivo, è ancora possibile (anche se è meno divertente)
Ventiquattr'ore dopo lo spettacolo del Parco dei Principi è andata in scena "l'anti-PSG-Bayern": pochi gol, attacchi contratti, organizzazione tattica da manuale. Vale tanto quanto, se non si dispone di fuoriclasse di grande strappo.
di Redazione Undici
Calcio
La FIFA ha avviato la procedura per obbligare tutti i club del mondo a schierare un giocatore Under 20 o Under 21 cresciuto nel proprio vivaio
Sarebbe una rivoluzione epocale per il calcio, perché costringerebbe le società a cambiare completamente la propria programmazione.
di Redazione Undici
Calcio
PSG-Bayern 5-4 è stata il trionfo dell’attacco sulla difesa, e non ha senso indignarsi: il calcio d’élite, oggi, è un gioco prettamente offensivo
Luis Enrique, Kompany e gli altri allenatori dei top club non fanno altro che valorizzare le qualità dei loro migliori giocatori, anche a rischio di concedere qualche gol in più.
di Alfonso Fasano
Calcio
Per capire lo spettacolo di PSG-Bayern, bisogna guardare Achraf Hakimi: un’ala più che un terzino, ma soprattutto un giocatore decisivo
Il fenomenale esterno marocchino è stato un riferimento offensivo continuo per i suoi compagni, ed è questo a renderlo unico nel suo genere.
di Redazione Undici