Dopo il Bordeaux, retrocesso in quarta divisione, Gerárd Lopez sta facendo danni anche al Boavista

Anche il club portoghese sta attraversando una crisi molto profonda.
di Redazione Undici 21 Agosto 2024 alle 17:09

Gerárd Lopez è un personaggio a dir poco controverso: dopo l’esperienza al Lille, l’imprenditore ispano-lussemburghese ha rilevato le quote del Bordeaux e del Boavista, due club dalla storia nobile, dal passato importante. Ecco, questa duplice avventura è iniziata male e sta proseguendo peggio: il Bordeaux, infatti, è stato declassato di due categorie – dalla Ligue 2 alla National 2, quindi dalla seconda alla quarta divisione della piramide calcistica francese – a causa di una profondissima crisi finanziaria, e nelle prossime settimane dovrà assemblare quattro squadre, quella senior, quella riserve e due giovanili, con un budget complessivo di un milione di euro. In Portogallo le cose vanno giusto un pochino meglio, ma solo in apparenza: il Boavista, infatti, è regolarmente iscritto al campionato di prima divisione, ma sta facendo i conti con diverse problemi. Economici e legali.

Ma andiamo con ordine: Lopez ha acquistato la maggioranza delle azioni del Boavista, per la precisione il 66%, nel 2021. Dal primo agosto scorso, però, il club di Porto non può più incassare i soldi delle operazioni sul mercato in uscita. Il motivo? Il tribunale portoghese ha autorizzato la società che ha costruito e ampliato lo stadio Bessa-XXI, inaugurato nel 2003, a sequestrare direttamente i soldi che il Boavista non riesce a restituirle – ovviamente fino all’estinzione del debito, pari a sette milioni di euro. E non è tutto: in questo momento il club bianconero non può tesserare ufficialmente due giocatori regolarmente acquistati sul mercato, vale a dire il brasiliano Bruninho (preso in prestito dall’Atlético Mineiro) e il nigeriano Alhassan, arrivato a parametro zero.

La situazione del Boavista è destinata a peggiorare: secondo quanto riporta L’Équipe in questo articolo, infatti, la FIFA ha già comminato al Boavista uno stop al mercato in entrata pari a tre sessioni. In merito alle difficoltà economiche, l’ex presidente Vitor Murta ha inviato una dichiarazione al quotidiano A Bola. In questo comunicato c’è scritto che «continuare a gettare fumo negli occhi a tutti, ignorando le responsabilità della precedente amministrazione, non funzionerà per sempre». Il problema, viene da dire un altro problema, è che proprio Murta è stato accusato di molestie e discriminazione da un’impiegata del club. Ora il presidente del Boavista è Fary Faye, ex attaccante della squadra bianconera diventato dirigente.

Nel frattempo, come detto, il Boavista continua a essere di proprietà di Gerárd Lopez, continua a esistere e a giocare in Primeira Liga: nelle prime due giornate dell’edizione 24/25, ha messo insieme una vittoria (1-0 contro il Casa Pia) e una sconfitta (0-1 contro il Braga). Ma la rosa è ridotta all’osso, e così l’allenatore italiano Cristian Bacci, ex assistente di Cioffi all’Udinese, è stato costretto ad aggregare diversi giocatori delle giovanili alla prima squadra, pur di popolare la sua panchina. Insomma, siamo di fronte a un club immerso nel caos. E il fatto che dietro tutto questo ci sia Gerárd Lopez, come dire, non è la cosa più rassicurante del mondo, per i tifosi del Boavista.

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