L’addio di Gundogan è l’ennesima operazione senza senso del Barcellona

Un anno dopo il suo arrivo in Catalogna, l'ex capitano del Manchester City tornerà a lavorare con Guardiola. E lo farà gratis.
di Redazione Undici 21 Agosto 2024 alle 11:35

Secondo le ultime indiscrezioni di mercato, Ilkay Gundogan è destinato a lasciare il Barcellona. Dopo un solo anno in Catalogna, l’ex capitano del Manchester City è pronto a tornare nel suo ex club. Per altro gratis, cioè senza che i dirigenti del City Football Group debbano versare un solo euro per ricomprare il suo cartellino. Ovviamente, viene da dire, pare che Pep Guardiola sia entusiasta di questa operazione. Anche perché, se guardiamo all’ultima stagione, Gundogan è stato uno dei migliori elementi della rosa del Barcellona: al di là del suo contributo in termini di leadership e qualità del gioco, anche i semplici numeri (cinque gol e 14 assist, suo record personale di passaggi decisivi, in 51 partite di tutte le competizioni) dicono che il tedesco, alla sua prima annata nel Barça di Xavi, ha avuto un impatto importante.

A questo punto è inevitabile pensare che il Barcellona abbia commesso qualche errore di valutazione. Perché, ripetiamo, Gundogan dovrebbe lasciare il club blaugrana a parametro zero. E poi perché siamo al 21 agosto, e poi perché la Liga e la Premier sono già iniziate. Certo, una scelta di mercato può essere sempre legittima, anche quando si sostanzia nella cessione di un grande campione. Ma in questo caso restano diversi coni d’ombra: l’affare non è un affare, non porta nessun vantaggio economico; inoltre si tratta di un’operazione avviata e formalizzata negli ultimi giorni della sessione di trasferimenti. In ogni caso, sull’addio di Gundogan al Barcellona, ci sono diverse versioni. Secondo quanto scrive Marca, l’arrivo di Dani Olmo – acquistato per 55 milioni di euro – ha cambiato la situazione, nel senso che l’ex giocatore del Lipsia sarà utilizzato proprio nel ruolo di Gundogan, da mezzala nel 4-3-3; la contemporanea presenza in organico di Gavi, Pedri e De Jong, inoltre, avrebbe ridotto ulteriormente gli spazi per l’ex capitano del Manchester City.

Ma torniamo sempre allo stesso problema di cui sopra: anche se Dani Olmo è arrivato da poche settimane, non sarebbe stato meglio pensare a imbastire questo affare dopo gli Europei, o comunque prima del 21 agosto? Inoltre, e forse il problema è proprio qui, Gundogan al Barça guadagna 15 milioni di euro l’anno. E il club catalano ha deciso di cederlo gratis per liberare spazio salariale, invischiato com’è in una profondissima crisi economica. Poi, come detto, dalla Spagna arrivano altre indiscrezioni tutt’altro che edificanti. Per esempio quella riportata da El Confidencial, secondo cui Gundogan sia stato in qualche modo “rigettato” dallo spogliatoio del Barcellona per via di alcuni atteggiamenti non graditi. Quali? Lo scoramento dopo alcune sconfitte nella scorsa stagione, l’invito – rivolto a se stesso e ai propri compagni – a fare di più, a fare meglio. Scrive El Confidencial: «Quando Gundogan ha detto di voler vedere “più rabbia e delusione” da parte del Barça dopo aver perso contro il Real Madrid nel Clásico e contro il PSG in Champions, i tifosi l’hanno applaudito. Ma alcuni suoi compagni non l’hanno presa bene. Soprattutto Araujo, espulso durante la gara contro i parigini. Qualcosa di incredibile considerando che, come è evidente e all’interno di quello che viene inteso come uno sport professionistico, il centrocampista tedesco voleva soltanto incoraggiare i suoi compagni di squadra a fare un ulteriore passo avanti nel loro sviluppo. Quella di Gundogan, insomma, era pura e semplice voglia di vincere».

Ancora El Confidencial ha raccontato che Gundogan «non si aspettava di lasciare il Barcellona in questa sessione, ma alla fine il club l’ha invitato a farsi da parte. E gli ha anche concesso la lista gratuita». Come detto, su questa decisione avranno pesato le nuove dinamiche di turnover e la difficile situazione economica del Barça, ma in ogni caso la gestione del giocatore e del suo contratto resta interlocutoria. Diciamo pure senza senso. E, come sappiamo, non è la prima volta che succede al Barcellona. Anzi, negli ultimi anni è diventata una chiara e triste consuetudine.

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