Perché il direttore sportivo dell’Arsenal è andato al Nottingham Forest?

Siamo sempre più nell'era delle multiproprietà calcistiche.
di Redazione Undici 05 Novembre 2024 alle 12:19

Per chi non lo sapesse, il ritorno dell’Arsenal ad altissimi livelli non è solo merito di Mikel Arteta: accanto al manager spagnolo, ha lavorato – nell’ombra, ma molto bene – un dirigente che ha completamente riscritto il calciomercato dei Gunners. Si tratta di Edu, apelido di Eduardo César Daud Gaspar, ex calciatore brasiliano – era in rosa ai tempi degli Invincibles di Wenger, poi si è trasferito al Valencia – arrivato nel 2019, vale a dire all’alba del ciclo che poi ha permesso all’Arsenal di tornare a essere una squadra credibile e poi competitiva. Nel corso dei cinque vissuti a Londra, Edu è anche cresciuto all’interno dell’organigramma: tre anni dopo la nomina come direttore tecnico, è stato “promosso” a Director of Fotball, vale a dire il direttore sportivo del club.

E non solo: come detto, Edu ha imposto un metodo di reclutamento futuribile e quindi sostenibile, orientato alla valorizzazione del talento e agli scambi interni alla Premier League. Infine, ma non in ordine di importanza, aveva e ha anche un ottimo rapporto con Arteta, messo sotto contratto – per altro era anche alla sua prima esperienza come head coach – durante la prima stagione di Edu a Emirates, dopo l’esonero di Unai Emery. Ora, però, il sodalizio si è sciolto: Edu, infatti, ha annunciato ufficialmente il suo addio. Secondo quanto riporta The Athleticuna fonte piuttosto autorevole, il suo prossimo lavoro sarà al Nottingham Forest.

Sì, avete letto bene: il direttore tecnico di uno dei club più cool al mondo ha deciso di lasciare il suo incarico per unirsi a una società che ha una storia importante, che sta anche vivendo anche un grande inizio di stagione, ma che è lontana anni luce dall’Arsenal. Com’è possibile tutto questo? Semplice: in realtà Edu non lavorerà soltanto per il Forest, ma avrà un ruolo centrale nella conglomerata calcistica che fa capo a Evangelos Marinakis. E che comprende, oltre al club di Nottingham, anche l’Olympiacos e il Rio Ave, società della Primeira Liga portoghese.

Insomma, siamo di fronte a un altro “colpo” battuto dal calcio delle multiproprietà. Poche settimane dopo l’annuncio secondo cui Jürgen Klopp diventerà Global Head of Soccer del network Red Bull, un altro grande protagonista della Premier League – va bene, Edu non sarà riconoscibile come Klopp, ma resta uno dei dirigenti più importanti d’Europa – si è lasciato sedurre dalla possibilità di gestire non più una sola squadra, ma un gruppo di squadre. Anzi, sempre secondo The Athletic il suo nuovo lavoro avrà come obiettivo l’allargamento delle attività del gruppo-Marinakis, quindi non è escluso che il portafoglio del magnate greco potrebbe allargarsi ad altri club, sull’onda di quanto hanno fatto il City Football Group, la Red Bull e altre conglomerate calcistiche. Stando invece alle indiscrezioni del The Independent, Edu avrebbe deciso di lasciare l’Arsenal anche perché la sua ambizione era quella di diventare amministratore delegato del club, un job title che Marinakis sarebbe disposto a offrirgli – con conseguente adeguamento di stipendio. In ogni caso, al di là delle voci, restano i fatti: in questo momento, dirigere una multiproprietà calcistica è più allettante che gestire una delle squadre più importanti del mondo, anche se la multiproprietà in questione non ha un top club come ammiraglia. È un cambiamento significativo.

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