Neymar al Santos guadagnerà come un giocatore di metà classifica in Serie A

Il ritorno a casa del fuoriclasse brasiliano avverrà a cifre molto lontane rispetto a quelle del suo ultimo contratto in Arabia Saudita.
di Redazione Undici 29 Gennaio 2025 alle 16:18

L’esperienza di Neymar in Arabia Saudita è stata, come dire, ricca, controversa e sfortunata. Ora, però, è finita: l’Al-Hilal, la società in cui si era trasferito nell’estate 2023, ha annunciato la rescissione del suo (faraonico) contratto. E non solo: è ufficiale anche il passaggio dell’attaccante brasiliano al Santos, il club in cui Neymar è cresciuto e si è affermato come uno dei talenti più brillanti del calcio mondiale. Il nuovo contratto firmato da Neymar scadrà tra sei mesi, a giugno 2025. Qualcuno sussurra si tratti di un accordo stipulato per “preparare” un possibile ritorno in Europa o un passaggio in MLS, come se l’ex capitano del PSG volesse utilizzare il Santos per rimettersi in forma in un ambiente che conosce e che lo ama. Dal canto suo, il club paulista spera invece di prolungare l’accordo almeno fino al 2026.

Al di là di queste letture divergenti, restano i fatti: Neymar ha lasciato una società che gli garantiva 160 milioni di euro a stagione, guardando soltanto al puro e semplice stipendio, per accettare l’offerta di un club che non può nemmeno immaginare delle cifre di questo tipo. E infatti, stando a quanto riportano alcuni media brasiliani (per esempio qui trovate l’articolo di UOL), Neymar guadagnerà davvero pochissimo: un milione di real al mese, che al cambio attuale equivalgono a 164mila euro. Basta fare una semplice moltiplicazione per scoprire come l’attuale ingaggio di Neymar sia inferiore ai due milioni di euro a stagione. Praticamente è quanto guadagna un giocatore di una squadra di metà classifica in Serie A.

Com’è possibile che un calciatore come Neymar, una vera e propria macchina da soldi dentro e fuori dal campo, abbia accettato un’offerta così al ribasso? In realtà c’è un piccolo trucco: nel nuovo accordo con il Santos, è previsto che il calciatore incassi il 90% dei proventi legati allo sfruttamento della sua immagine. L’idea è quella di sfruttare la fama planetaria di Neymar per creare nuovi accordi e partnership commerciali. In questo modo, il club accrescerà il valore del proprio brand e incasserà i soldi che copriranno lo stipendio del calciatore. Il resto andrà direttamente a lui, a Neymar, che in questo modo potrà moltiplicare per sei il suo stipendio – almeno queste sono le proiezioni iniziali. Fu stipulato un accordo del tutto similare anche ai tempi della prima militanza di Neymar al Santos, ovvero tra il 2009 (anno del suo esordio tra i professionisti) e il 2013. Pure allora, nonostante fosse solo un teenager, O Ney era già famoso su scala globale, decisamente più appetibile sui mercati rispetto al brand-Santos. Ecco, oggi Neymar sembra un giocatore finito, almeno ad alti livelli, ma questa cosa non è cambiata.

>

Leggi anche

Calcio
Viaggio nella rivoluzione tecnologica che sta cambiando il calcio
Reportage dal quartier generale FIFA, a Zurigo, dove è stato avviato e si sta compiendo un processo che trasformerà il gioco. I protagonisti sono l’intelligenza artificiale e Lenovo, Official Technological Partner della Federazione Internazionale.
di Alfonso Fasano
Calcio
Grazie alla sua nuova proprietà e alle docuserie sulla squadra, il Wrexham ha attirato tantissimi nuovo tifosi da tutto il mondo (che hanno cambiato l’economia del club e della città)
Una fanbase globale costruita dentro e fuori dal campo, destinata soltanto a crescere se il sogno Premier League dovesse diventare realtà.
di Redazione Undici
Calcio
C’è una squadra di Championship, l’Hull City, che ha rotto completamente le statistiche: è in lotta per i playoff ma i suoi dati avanzati sono da zona retrocessione
Un paradosso che affascina gli addetti ai lavori, e con cui chiaramente gli arancioneri convivono benissimo.
di Redazione Undici
Calcio
La FIFA ha disposto che per le leghe nazionali sarà più semplice organizzare delle partite all’estero, una per ogni stagione
Secondo il Guardian, il nuovo protocollo prevedrebbe anche che un Paese possa ospitare un massimo di cinque partite di leghe straniere.
di Redazione Undici