Diversi calciatori potrebbero giocare più di 100 partite da oggi fino alla fine del Mondiale 2026

Nei prossimi 16 mesi si giocano, oltre ai campionati e alle competizioni UEFA, si giocheranno anche il mondiale per club e la Coppa d'Africa
di Redazione Undici 27 Marzo 2025 alle 18:04

L’intasamento del calendario calcistico è una questione estremamente – e giustamente – dibattuta: per molti si gioca troppo, stiamo esagerando, per altri le partite in più non sono così tante, rispetto a quanto avveniva venti o quindici anni fa. Insomma; il confronto, spesso fino a se stesso, si esaurisce in una semplice contrapposizione di opinione. Sulla questione, però, sono intervenuti anche gli allenatori: da Klopp ad Ancelotti, passando per Guardiola e più recentemente anche per il nuovo ct inglese Tuchel, in tanti hanno detto che la situazione si sta facendo insostenibile. E in effetti sembra essere proprio così, soprattutto se analizziamo i numeri riportati dalla FIFPro, il sindacato internazionale dei giocatori.

In FFIFPro hanno fatto un paio di esempi concreti, vale a dire quello Nicholas Jackson (attaccante senegalese del Chelsea) e di quello Achraf Hakimi (laterale marocchino del PSG). Che, incredibile ma vero, potrebbero giocare più di 100 partite da oggi fino alla fine del mondiale 2026. Ad aprile e maggio 2025, infatti, ci sono in programma la fine dei campionati nazionali e delle competizioni UEFA, ovvero Champions, Europa e Conference League, in cui i due sono ancora impegnati. A giugno sarà la volta della fase finale della Nations League, della Gold Cup CONCACAF, delle qualificazioni ai Mondiali e delle amichevoli internazionali con relative tournée. Poi, ecco la novità: dal 13 giugno inizierà il Mondiale per Club, a cui ovviamente parteciperanno anche Chelsea e Paris Saint-Germain.

I giri per il mondo che continueranno a luglio, quando finiranno il Mondiale per Club e la Gold Cup, ma ci saranno da affrontare le tournée all’estero delle squadre di club. Ad agosto ricominceranno i campionati e le coppe nazionali. Da settembre ripartiranno Champions, Europa e Conference in un tour de force inframezzato da tre pause nazionali, in cui ci si giocheranno le gare di qualificazione al Mondiale 2026 – le pause ci saranno a settembre, ottobre e novembre.

In questo calendario già bello fitto, troverà spazio spazio anche la Coppa d’Africa, che si disputerà a cavallo tra il 2025 e il 2026. Dal nuovo anno via con tutti i match decisivi per i campionati e le coppe europee con il solito break di marzo e aprile per gli spareggi e la CONCACAF Champions Cup. Non ci si ferma neanche a maggio, alla fine della stagione, perché ci sarà da preparare il Mondiale che terminerà a luglio del 2026.

Insomma, siamo all’inizio di 15 mesi in cui i giocatori non si fermeranno mai. Una montagna durissima da scalare che spaventa non poco i protagonisti: sul tema, infatti, sono intervenuti anche star come Mbappé e Bellingham, mentre il pallone d’oro Rodri, prima di infortunarsi, aveva addirittura paventato l’ipotesi di uno sciopero.Lo strumento di monitoraggio del carico di lavoro di FIFPro che tiene traccia di 1.500 professionisti sparsi in tutto il mondo ha dimostrato come il 54% dei giocatori abbia sperimentato «richieste di carico di lavoro eccessive» durante la scorsa stagione. L’organizzazione ha quindi chiesto di agire per prevenire il burnout dei giocatori. Una richiesta che fino a qualche tempo sembrava assurda, ma ora forse non lo è più così tanto.

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