Il nuovo Bernabéu è stupendo e fa incassare tanti soldi, ma c’è anche qualcosa che non funziona

I concerti sono stati annullati a causa di un vecchio contenzioso con i cittadini di Madrid. E ora c'è da fronteggiare anche la "concorrenza" dello stadio più grande del mondo per la finale dei Mondiali 2030.
di Redazione Undici 14 Aprile 2025 alle 11:36

La ristrutturazione dello stadio Santiago Bernabéu è il fiore all’occhiello della seconda gestione-Pérez, come – se non più – delle ripetute affermazioni del Real Madrid in Champions League. I dati sui ricavi generati dallo stadio nel 2024, come dire, sono abbastanza eloquenti: in soli sei mesi, da luglio a dicembre dello scorso anno, il Real ha incassato 44 milioni di euro dalle attività collaterali che si possono svolgere dentro l’impianto, vale a dire quelle relative alla ristorazione, ai tour degli spalti e del museo, agli eventi e ai concerti. A questi soldi, ovviamente, vanno aggiunti quelli che riguardano i biglietti venduti in occasione delle partite e quelli guadagnati da tutti i negozi che vendono maglie e gadget del club campione d’Europa.

Tutto bellissimo, tutto giusto a livello imprenditoriale e anche sportivo. Ma c’è qualcosa che non sta funzionando a dovere, o quantomeno nel modo in cui ci si aspettava: la settimana scorsa, infatti, il Real Madrid ha annunciato che i concerti di Aitana, originariamente in calendario al Bernabéu per il 27 e 28 giugno 2025, si terranno invece allo stadio dell’Atlético Madrid – con slittamento delle date. L’annullamento di questi eventi è legato a un lungo contenzioso tra il club di Florentino Pérez e il comune di Madrid, che a sua volta è stato chiamato in causa dei cittadini che vivono nei pressi dello stadio: a settembre scorso, diverse associazioni di quartiere hanno lamentato l’inquinamento acustico dovuto agli eventi collaterali in calendario al Bernabéu. Il quale, e questo è un punto fondamentale della questione, sorge su un «terreno destinato a uso sportivo privato: la normativa, simile a quella di altri impianti sportivi della capitale spagnola, consente lo svolgimento di eventi sportivi e, occasionalmente, di altri tipi di eventi». Come se non bastasse, inoltre, è stata contestata anche la connivenza della giunta con Florentino Pérez.

Insomma, per dirla in poche parole: negli ultimi mesi, il Real Madrid e il Comune di Madrid si sono dovuti scontrare con i “vicini” dello stadio Bernabéu, non proprio dispostissimi ad accettare un calendario di concerti/eventi che andasse oltre il regolare calendario calcistico. Ed è proprio per questo che le date di Aitana sono state spostate, ironia della realtà, nello stadio dei rivali cittadini. Ma non è tutto: secondo quanto riporta El Confidenciál, Florentino Pérez deve fare i conti anche con la concorrenza del Marocco in vista della finale dei Mondiali 2030. Al World Football Summit (WFS) di Rabat, il presidente della Federcalcio marocchina ha espresso apertamente il suo desiderio che la finale dei Mondiali si disputi allo stadio Hassan II, ovvero l’impianto calcistico più grande del mondo in via di costruzione nei pressi di Casablanca. E non è la prima volta che dal Marocco arrivano segnali di questo tipo: Tarik Oualalou, direttore del progetto per lo stadio Hassan II, in passato ha detto che: «Il Marocco vuole costruire lo stadio più grande del mondo per la finale della Coppa del Mondo. Stiamo lavorando in questa direzione, lo abbiamo immaginato esattamente per quell’evento».

Mancano ancora cinque anni al Mondiale 2030, ma è chiaro che questo “scontro diplomatico” sia solo all’inizio. Dopotutto gli hosting congiunti dei grandi eventi vivono sempre degli equivoci del genere, tra cooperazione e tensione latente. Quello tra Spagna e Marocco – e sullo sfondo c’è anche il Portogallo, naturalmente – sarà un rapporto complesso da gestire, visto che si tratta di una contrapposizione tra il Bernabéu, il Camp Nou e lo stadio più grande del mondo. Quindi tra Florentino Pérez, Joan Laporta e la famiglia reale marocchina. Come dire: ci sarà da divertirsi.

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