Il nuovo pubblico del Roland Garros è meno spocchioso e più simpatico e chiassoso

I tifosi accorsi a Parigi si sono fatti sentire tantissimo, soprattutto quando in campo ci sono i tennisti francesi.
di Redazione Undici 27 Maggio 2025 alle 14:48

Jannik Sinner se n’è accorto nel terzo set della partita di ieri contro Arthur Rinderknech: il pubblico del Roland Garros è cambiato, ha abbandonato il suo classico atteggiamento un po’ snob ma pur sempre elegante, molto francese e ancor più parigino, per farsi più presente, più chiassoso, rimanendo comunque nei confini della correttezza. Quello del rumore è un trend che sta accompagnando il circuito del tennis mondiale da diversi mesi. Sarà per il boom dovuto alla nascita della nuova rivalità tra Sinner o Alcaraz, o per gli incontri sempre più combattuti, ma gli spettatori ora si fanno sentire di più. Molto di più

Lo si è notato anche a Roma, agli Internazionali d’Italia. Soprattutto per le finali di Sinner e Paolini, il Foro Italico per qualche ora è sembrato scambiarsi i ruoli con il vicino stadio Olimpico. Non sono mancati, poi, dei momenti tra l’esilarante e l’imbarazzante, come il “Ma che te strilli?” tutto romanesco, rivolto da un arbitro a uno spettatore durante il match tra Zverev e Fils:

«Sapete, è la stessa cosa anche in Australia» ha dichiarato lunedì mattina Gilles Moretton, presidente della Federazione francese di tennis, rispondendo a un giornalista straniero che gli chiedeva conto dell’entusiasmo talvolta eccessivo dei tifosi francesi. «Sono persone che conoscono il tennis, sanno quando fermarsi. I francesi sono così e mi scuso: sostengono i loro giocatori, fanno forse molto rumore, ma pensiamo che questo tipo di atmosfera faccia bene al tennis». A tal proposito, gli esempi più lampanti sono arrivati nel week-end, sui campi laterali. Come riportato da L’Équipe, il “Simonne-Mathieu” (da 5mila posti) ha offerto momenti molto divertenti: domenica sera l’esordio di Quentin Halys ha visto un’ovazione per l’arbitro e persino per il giovane raccattapalle, mentre l’avversario Tomas Machac è stato accolto da una mix di fischi e applausi. Gli scambi di riscaldamento sono stati scanditi da urla di approvazione o disapprovazione a seconda di chi colpiva la palla. Quando Halys ha perso uno dei primi punti, un tifoso ironico ha gridato: «Allez, c’est pas fini!» «Forza, non è ancora finita!» scatenando grandi risate. «Era un pubblico molto scherzoso, con tanti consigli tipo: “Servi qui!” o “Allez, hai fatto il break!”» ha ammesso Halys dopo la vittoria per ritiro dell’avversario. «Bisognava restare concentrati, ma è stato un tifo benevolo. Quello che ricorderò è l’ingresso in campo: un rumore incredibile».

Lunedì Carole Monnet non ha goduto dello stesso entusiasmo iniziale contro Katie Boulter. Dopo qualche gioco, però, il pubblico ha cominciato a scaldarsi e a sostenerla fino al tie-break. Dove, sotto 3-0, Monnet ha ribaltato il set tra l’esultanza generale, prima di crollare nei due set successivi. «Ho cercato il sostegno del pubblico, non con le parole, ma attraverso le emozioni» ha spiegato la 23enne francese. Sul campo n°6 i fan si sono scaldati con la lunga battaglia di Valentin Royer, durata quattro ore e 27 minuti. Nonostante il vento fresco e la tarda ora – il match è finito dopo mezzanotte – i tifosi sono rimasti fino all’ultimo punto. Lunedì mattina si è ricominciato sul campo n°9, dove Arthur Cazaux ha affrontato Alejandro Tabilo in un clima da vera sfida Francia-Cile. «Anche se il campo è piccolo, c’è vicinanza col pubblico e tutti i francesi erano dietro di me, è stato d’aiuto per restare concentrato» ha rivelato Cazaux, poi sconfitto in cinque set.

Sul romantico campo n°14, simile a un’arena romana, Ugo Humbert ha potuto contare sul sostegno della «tribuna bleue» che ha animato il match con enormi sagome del tennista, come quelle viste alle Olimpiadi. Colpo d’occhio e fair play non sono mancati, con applausi anche per i bei colpi dell’avversario, l’australiano Christopher O’Connell. Molto apprezzato durante le qualificazioni, il court Suzanne-Lenglen non ha il fascino intimo dei campi minori, ma tutti concordano sulla sua acustica. La «bolla» che lo avvolge amplifica il ruggito del pubblico nei momenti caldi, come nella rimonta straordinaria (da 0-5 a 7-5) di Giovanni Mpetshi Perricard nel tie-break contro il belga Zizou Bergs. «Vorrei ringraziare ancora la gente: senza di loro sarebbe stato difficile», ha detto il tennista francese. «Con 10.000 persone dietro a ogni punto, sembra quasi di essere spinti avanti. È un’emozione strana, difficile da descrivere».

Anche nello scenario diverso del centrale Philippe Chatrier, i supporter non hanno sfigurato. Pur riconoscendo la grandezza di Sinner, si sono caricati parecchio nel terzo set, quando Rinderknech si è arrampicato fino al 5-2 complicando i piani del numero uno del mondo, poi bravo a recuperare con cinque punti consecutivi che hanno chiuso il match. Insomma, i francesi si sono svegliati. Certo, una nuova generazione di talenti locali ha aiutato, ma è la gente del tennis che è cambiata. Un entusiasmo che ha travolto la tradizionale compostezza parigina.

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